Domani riaprirà interamente al traffico via Brescia, dove sarà possibile per i veicoli transitare nel discusso sottopasso ferroviario a senso unico, dalla periferia verso il centro. Ciclisti e pedoni potranno viaggiare nei due sensi di marcia. C’è un dato che sarà posto all’attenzione della giunta Galimberti e del consiglio comunale, mediante un’interrogazione che i cinque stelle stanno preparando, e che riguarda il costo dell’eliminazione di tre passaggi a livello, in via Brescia, via Persico e via San Felice. La questione riguarda l’aumento delle spese. In luglio infatti il costruttore, l’impresa Beltrami, ha fatto sapere all’amministrazione comunale di aver dovuto realizzare lavori ulteriori, per un costo che quindi risulta più alto di circa due milioni di euro. Il dato appare nell’allegato della determinazione del dirigente municipale Marco Pagliarini, che ha firmato assieme al direttore dei lavori dell’impresa Beltrami, l’ingegner Roberto Salvadori, l’elenco delle spese segnalate a luglio dall’impresa e approvate dal Comune a metà settembre. Si tratta di una minuziosa serie di lavori, più di cinquanta, che comprendono la segnaletica, una piccola bonifica stradale, la posa di colonnette di granito davanti alla chiesa di San Bernardo, accanto al sottopasso di via Brescia, la cui apertura anticipata, nella primavera scorsa, è di conseguenza costata di più. Progetti e cantieri della ditta Beltrami dipendono da un accordo del Comune con le ferrovie e con la Regione per l’eliminazione dei passaggi a livello lungo la linea Cremona Mantova. L’erogazione dei fondi, però, è stata legata anche all’abbattimento delle barriere architettoniche, quindi le proteste dei grillini Elia Sciacca e Lucia Lanfredi non sono mancate, vista la pendenza che i disabili devono affrontare in via Brescia, per scendere e poi risalire. Il sottopasso viene considerato troppo basso e stretto ed è stato criticato abbondantemente nell’ultimo consiglio comunale. Il Comune domani distribuirà volantini per spiegare quali percorsi seguire. La conclusione dei lavori e il loro pagamento riguardano l’attuale amministrazione che per i grillini quindi dovrebbe dare maggiori spiegazioni. Non è mancata una costosa bonifica a causa delle presenza di ordigni bellici, per due milioni in più, e una bonifica e messa in sicurezza dei terreni, per meno di un milione di euro. Il totale dei lavori è comunque passato dai 6 milioni e 700mila euro a base d’asta all’importo finale di 11 milioni e 700mila euro, compresi due milioni di euro in più per piccoli lavori.

Paolo Zignani

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