Cremona A Cremona spuntano le ricostruzioni più incredibili e fantasiose per spiegare la protesta di lunedì scorso dei migranti, che per la prima volta hanno sfilato in un breve corteo spontaneo,  stanchi di attendere documenti che non arrivano nel limbo della Caritas. La colpa sarebbe, secondo queste interpretazioni, degli antagonisti  dei Centri Sociali. La regia occulta dietro la protesta è l’ipotesi cavalcata con forza da parte della stampa locale e pare al vaglio degli investigatori. Per chi conosce gli ambienti in questione l’ipotesi è abbastanza  divertente. Come ogni centro sociale che svolga la sua funzione anche quelli cremonesi sostengono le lotte degli ultimi  e in questo caso hanno espresso la massima solidarietà ai migranti che hanno avuto per la prima volta il coraggio di scendere in strada per rendere noto un problema che li riguarda: i tempi d’attesa per i documenti che li obbligano a fermarsi per mesi e anni nello stesso posto senza poter lavorare e ricostruirsi una vita. Ce n’è abbastanza per estenuare un uomo e per indurlo a protestare, pur senza condizionamenti esterni. Aspre critiche sul ruolo poi di certa stampa in particolare della provincia, che oltre l’accusa agli antagonisti parla della “protesta dei piedi neri”.L’intento è chiaro: ancora una volta sotto attacco ci sono gli antagonisti mentre per via di una responsabilità negata la protesta dei migranti viene svuotata di valore e significato. Così la città può tornare a dormire sonni tranquilli; d’altra parte il capro espiatorio non è mica un’ invenzione recente.

Susanna Grillo

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