Cremona. Le politiche sociali i Comuni del Cremonese le fanno per delega, tanto che nell’ultima assemblea dei sindaci, per l’approvazione dello Statuto dell’Azienda sociale, i presenti erano solo 22 su 47. Più della metà dei sindaci, che rappresentano il 20 per cento della popolazione, anche se viene eletta non partecipa, è assente per lavoro e delega al direttore generale dell’azienda sociale e ai sindaci del consiglio d’amministrazione presieduto dall’assessore cremonese Mauro Platé. Così il successo politico dato al centrosinistra dal nuovo statuto dell’Azienda sociale, che separa gestione e programmazione, e tende a rendere più efficienti i servizi sociali, non viene perdonato facilmente da Luigi Amore (centrodestra) e nemmeno dalla grillina Lucia Lanfredi, e affiorano i guai. A gennaio il Comune di Cremona tornerà a gestire più di mille alloggi popolari, scaduto il contratto con l’Aler: manca tuttavia il personale e Luigi Amore chiede se sarà meglio esternalizzare, e chi in giunta risponderà degli alloggi, anche perché centinaia di famiglie residenti negli appartamenti popolari si appoggiano al Comune. L’assessorato alla casa resta un mistero, come il rimpasto di giunta di cui si vocifera da tempo. Sono stati assunti a tempo indeterminato due assistenti sociali: non lavoreranno però al Pois, la porta d’ingresso dei servizi, che prende in carico e smista i singoli casi agli uffici. È questa la strettoia che causa i ritardi, ammessi anche da Platé: il personale non può più aumentare. Ci sono incertezze anche nell’applicazione del nuovo regolamento Isee, in attesa che il Consiglio di stato il 3 dicembre emetta una sentenza. Bisognerà capire se i servizi saranno più generosi o no. Dubbi da parte di Luigi Amore anche sul progetto del microcredito, perché in alcuni Comuni italiani non ha funzionato. Il centrosinistra procede però sicuro: l’Azienda sociale, con i suoi numerosi progetti per anziani, minori e disabili, procede inarrestabile, e questa settimana un comitato tecnico chiarirà alcuni problemi sull’applicazione del nuovo Isee.

 

Paolo Zignani

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata