L’ombra del polo industriale europeo di Tencara a Pizzighettone, nel cremonese, su un’estensione di un milione di metri quadrati, preoccupa le associazioni ambientaliste, dopo la promessa del presidente della Regione Roberto Maroni di prendere in considerazione il progetto su cui insistono da anni enti locali assieme all’associazione industriali e i sindacati. Meglio, per gli ecologisti cremonesi, collocare nella campagna di Pizzighettone l’impianto di trattamento meccanico biologico dei rifiuti che dovrebbe sostituire l’inceneritore, una volta chiuso. Per ora Tencara è soltanto una distesa d’asfalto, vuota e deserta a lato del canale
navigabile. Dove si estendono le coltivazioni arriverebbero industrie a profusione. Insoddisfazione ambientalista anche per il rinnovato interesse dimostrato dal Comune di Cremona, da parte dell’assessore Andrea Virgilio e del vicesindaco Maura Ruggeri, per un’iniziativa che sembrava ormai dimenticata, e che anche il presidente della Provincia Carlo Vezzini sostiene. Il programma è di completare il canale navigabile da Cremona a Milano, oggi fermo tra i campi di Pizzighettone, collegando le future industrie con le ferrovie, l’ex statale Codognese e il porto di Cremona, per poi procedere alla navigazione sul Po. Seri dubbi sono sollevati da Bassano Riboni, del Wwf di Cremona, poichè l’esigenza principale dovrebbe essere la riduzione o l’azzeramento del consumo di   suolo, più elevato in Lombardia che in altre Regioni, e semmai insediamenti in aree industriali da riqualificare. Tencara è attualmente la delizia dei pescatori e di chi ama la campagna: i corsi d’acqua garantiscono anzi la biodiversità nella pianura padana. Ci sono poi altre aree industriali, come l’ex Tamoil, che richiedono una ripresa, ma anche capannoni inutilizzati, alcuni con il cartello affittasi. Allora perché mai continuare a costruire? Rimane un monito il polo industriale sovracomunale di Cappella Cantone, anch’esso come Tencara voluto anni fa dall’ente Provincia: 200mila metri quadrati inutilizzati, a eccezione di un motel e un consorzio edile.

Paolo Zignani

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