Cremona. Su 802 persone in lista d’attesa in provincia per un posto letto all’ospizio, ben 229, quasi il 30%, è in coda a Cremona Solidale, dove la retta media è bassa rispetto ad altri istituti, di poco superiore ai 50 euro al giorno. Il 23 ottobre si svolgerà la prova preselettiva del concorso per un posto da infermiere a tempo indeterminato: saranno ammessi alla prova finale i primi 200 in graduatoria. Ma seguiranno altri concorsi e altre assunzioni? Oppure una riorganizzazione del lavoro da parte del nuovo direttore Emilio Tanzi? Di sicuro la nuova graduatoria potrà servire per ulteriori inserimenti. C’è ancora una vertenza sindacale aperta da decine di turnisti, perché la casa di riposo chiede ai dipendenti di lavorare nei festivi senza riconoscere il giorno di riposo compensativo, come ha ricordato in una lettera uno dei dipendenti, Giuseppe Lupi, critico nei confronti dei sindacati, a loro volta poco soddisfatti dell’eredità lasciata dall’ex direttore Angelo Gipponi. Cremona Solidale rimane nella bufera anche in Comune, dove i capigruppo di maggioranza – Manfredini, Bona e Bonali – si sono opposti alla convocazione della commissione Vigilanza per giovedì 22. Il presidente Marcello Ventura ha invitato il neodirettore Tanzi a esporre alla commissione strategie, progetti e progetti da lui elaborati per il prossimo anno. Il centrosinistra considera questa convocazione uno spreco di denaro pubblico – circa 700 euro – perché il consiglio comunale ha già votato le linee di mandato della casa di riposo per quest’anno, linee che non sono state modificate. Allora perché ridiscuterle? La commissione ha altri compiti, di verifica della legittimità e di controllo. Questo centrodestra, per la maggioranza del sindaco Galimberti, vuole fare polemica un’altra volta e nel posto sbagliato. Il presidente Emilio Arcaini, invitato anche lui in commissione da Marcello Ventura con tutto il consiglio d’amministrazione, non ha ancora deciso se partecipare. Il centrodestra però insiste, mentre lo stesso Angelo Gipponi ha presentato il ricorso al Tar sulla selezione pubblica del nuovo direttore generale. Uno scontro cruciale, vista la riforma del sistema sociosanitario in Lombardia e il nuovo ruolo che potranno svolgere le case di riposo della provincia di Cremona, ben 29.

Paolo Zignani

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata