Cremona Perché Lgh nel 2013 si è indebitata verso le banche con un’obbligazione da 300 milioni di euro? Il commento del consigliere della lista civica di sinistra Filippo Bonali, ieri a margine del consiglio comunale, mette in dubbio, ancora una volta, alcune convinzioni che sembrano diventate veri e propri dogmi nel dibattito sul futuro che aspetta l’ex municipalizzata Aem. Viale Trento Trieste oggi infatti vale il 30% di Lgh e a fine anno potrebbe contare solo il 5% in A2A, l’ex municipalizzata di Milano, dove la stessa Brescia è minoritaria. Di quei 300 milioni, 50 hanno coperto investimenti e 250 sono serviti a pagare debiti, diventati così pesanti da mettere in difficoltà oggi Lgh. Il sindaco Gianluca Galimberti ha sottolineato polemicamente che non si sa quanto il territorio, i cittadini, la politica e le categorie economiche e produttive sono state informate e coinvolte, nel 2013, nella scelta di attivare l’obbligazione da 300 milioni. E si tratta di un debito da rinegoziare entro tre anni, non si sa bene in che modo, quindi serve un nuovo socio. Inoltre dal gennaio 2018 scatterà la liberalizzazione dei prezzi di energia e gas. Non sarà più lo Stato, tramite l’Authority, a indicare le tariffe, bensì il mercato. I consumatori potranno scegliere fra contratti e prezzi offerti dalle società maggiori, spesso molto più grandi di Lgh, che unisce le città di Cremona, Crema, Pavia, Lodi e Rovato e dovrà competere, fra gli altri, con Eni ed Enel. Galimberti ha compiuto un passo avanti: l’offerta di A2A merita di essere considerata, ma saranno i consigli comunali a dire l’ultima parola e potranno dire di no. Per Lucia Lanfredi, dei cinque stelle, l’accordo tra Lgh e A2A pare già stato fatto senza il consenso dei cittadini. Secondo l’assessore Andrea Virgilio, del Pd, il sindaco non poteva dire di più, perché è stato firmato un patto di riservatezza con eventuali penali da pagare. Nella coalizione di maggioranza si è discusso, certo, però a porte chiuse. Il centrodestra vede la svendita all’orizzonte. Molti però ricordano che da sempre Lgh cerca nuovi soci e li ha cercati anche durante l’amministrazione Perri. Negli anni ancora precedenti, con la sinistra, sono stati tentati accordi con la società di Monza Brianza e altre ancora. A2A, che stamattina in Borsa è tornata a crescere, però sembra dominare il mercato lombardo zittendo ogni rivale: i timori quindi sono che i milanesi non investiranno nella piccola Cremona. Il rischio, per diversi cittadini presenti ieri in Sala Quadri, è che alla fine il deficit storico lo paghino i cremonesi.

Paolo Zignani

 

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