Anche a Piacenza come in altre città italiane cresce la mobilitazione delle Federazioni del Pubblico impiego di Cgil Cisl e Uil contro la chiusura delle Prefetture disposta dal Governo. Le diverse sigle sindacali faranno nuovamente sentire la loro voce circa la contrarietà su questo provvedimento l’11 dicembre con una mobilitazione in programma davanti al Ministero dell’Interno. A rischio non solo 1300 dipendenti pubblici che non sapranno quale sarà il proprio futuro lavorativo, ma anche la sicurezza dei cittadini che con questo decreto potrebbero essere esposti a situazioni di maggiore insicurezza in città. In un comunicato, i sindacati chiedono il ritiro immediato del decreto per la soppressione delle 23 prefetture in modo da evitare di allargare ulteriormente la già grave piaga sociale della disoccupazione e di lasciare i cittadini sprovvisti dei necessari sistemi di sicurezza e sorveglianza in città. La soppressione delle Prefetture, nel particolare momento storico che stiamo vivendo, sostengono le sigle sindali, potrebbe incidere negativamente sulla sicurezza delle persone. Gli ingenti flussi migratori di questo periodo, i fenomeni criminali legati alla mafia, all’usura e al terrorismo potrebbero manifestarsi in modo più consistente ripetto ad ora generando un vero e proprio allarme sociale. Ciò che invece viene chiesto da Cgil Cisl e Uil e che verrà ampiamente rimarcato nella manifestazione in programma il mese prossimo è la riorganizzazione dei servizi per la legalità, la sicurezza, l’integrazione e la coesione sociale.

Barbara Appiani

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