Brescia. 6 anni di reclusione all’imprenditore Pierluca Locatelli, 4 anni e sei mesi alla moglie e tre anni ciascuno a quattro collaboratori sono le condanne in primo grado relative al caso caso delle 187 mila tonnellate di scorie, di cui molte pericolose e non trattate in modo preventivo, trovate sotto la tangenziale di Orzivecchi, nel bresciano, nel 2010. L’accusa è traffico illecito di rifiuti e frode in pubbliche forniture. Dopo la sentenza, all’area sono stati tolti i sigilli e ora, per la vicenda, si apre un problema fondamentale: quello dei lavori per la bonifica, oltre alla sistemazione dell’area per avere un’arteria con cui deviare il traffico dal centro del paese. Per questi lavori servirebbero almeno 9 milioni di euro, ma nelle casse della Provincia di Brescia, committente dell’opera, non ci sono. In tribunale, il Broletto, aveva chiesto 14 milioni di danni, invece, da Locatelli e dalla moglie ne avrà 577 mila e altri 50 mila dai collaboratori, mentre i paesi di Orzivecchi e Orzinuovi ne avranno 100 mila ciascuno. Cifre ben lontane da quelle necessarie. Questa sentenza ha di nuovo fatto scattare l’allarme per gli orceani. Gli scenari, infatti, sono più che preoccupanti, perché ora non si sa cosa fare con le scorie, non si sa se la strada sia tutta da bonificare oppure no, non si sa se e quando si potrà intervenire per fare qualcosa. Fra tre mesi saranno pubblicate le motivazioni della sentenza e la Provincia potrebbe chiedere un risarcimento danni maggiore, facendo ricorso. Oppure, si potrebbero anche terminare i lavori senza rimuovere le scorie, dal momento che la bonifica non è stata imposta. Eppure, nei campioni di rifiuti prelevati sotto il manto stradale, i periti avevano riscontrato la presenza di cromo esavalente, bario, fluoruri, molibdeno in percentuali pericolose e, per questo, i Comuni di Orzinuovi e Orzivecchi, la Provincia di Brescia e Legambiente si erano costituiti parti civili al processo. Ora, però, tutto resta avvolto nell’incertezza, compreso il livello di inquinamento attuale della zona, per cui sarebbe forse necessario commissionare ulteriori analisi, magari sulla prima falda. La salute dei cittadini non ammette deroghe.

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