L’amministrazione provinciale di Cremona, dopo mesi di dibattiti e lotte politiche nei Comuni e nelle Regioni della Lombardia e dell’Emilia Romagna, ha scelto una linea precisa nei riguardi delle nuove autostrade: incassare dopo aver venduto le proprie quote dell’Autocisa e non modificare la strategia del decennio scorso, favorevole alla Tibre e alla Cremona Mantova, per la delusione del comitato No autostrade sì ferrovie. Autocisa infatti è la concessionaria che intende costruire la Tibre. Il contratto preliminare è già pronto e corso Vittorio Emanuele II si prepara a incamerare 92mila euro per poco più di 41mila azioni, che la società Salt, del gruppo Gavio, farà proprie. Ben più cospiscuo sarà l’incasso per il 14% di Centropadane, che l’ente Provincia di Cremona potrà vendere, facendo anche da stazione appaltante delle quote di tutti gli altri enti pubblici soci. E il 14% di Centropadane, una volta venduto, come si prevede, al gruppo Gavio, frutterà 12 milioni e 400mila euro all’ente presieduto da Carlo Vezzini. Anche il Comune di Cremona svolge un ruolo di rilievo, poiché potrà vendere le sue quote e incassare circa un milione oppure tenersi l’un per cento. Di certo il Comune però ha scelto di approvare la modifica dello statuto della società autostradale, con la conseguenza che i soci privati, cioè soprattutto Gavio, che ha già vinto la gara per la gestione dell’A21, potranno salire oltre il 50% del capitale, dopo una vita in minoranza. Il nuovo proprietario, poi, dovrà indennizzare Centropadane, cioè se stesso, dei circa 300 milioni spesi per costruire la “corda molle”, raccordo fra l’A21 e la Brebemi. Il comitato No autostrade guidato da Cesare Vacchelli, come anche Legambiente Lombardia, dissente dalle scelte sinora sostenute dal Comune e dalla Provincia di Cremona, perché la vendita delle azioni di Centropadane permetterà a Gavio di ottenere la concessione per la costruzione della Cremona Mantova. Il consiglio comunale lunedì non discuterà la mozione di Lucia Lanfredi dei cinque stelle, che chiede al sindaco se vuole costruire o no la Cremona Mantova. E le perplessità dei grillini, che temono la colata d’asfalto e lo spreco di denaro pubblico, sono forti. Mentre Cremona riflette e rimanda per ora la mozione Lanfredi, i Comuni che si uniscono ai No autostrade sono triplicati: da undici a una trentina, fra Parma e Cremona.

Paolo Zignani

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