Cremona L’acciaieria Arvedi è stata diffidata dal settore Ambiente dell’amministrazione provinciale a far sì che non si ripetano più le emissioni incontrollate di fumi dai tetti, e a dare comunicazione tempestiva alle autorità nel caso in cui si verifichino eventi negativi di questo tipo. Il decreto ha il numero 1059 ed è stato firmato il 30 ottobre dal dirigente Andrea Azzoni. Le emissioni sono state notate più volte da alcuni cittadini, che il 4 aprile hanno girato un filmato, poi inviato all’Arpa, l’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente. I tecnici dell’Arpa di Cremona, diretta da Fiorenzo Songini, hanno compiuto un’ispezione presso l’industria siderurgica, per verificare se ci fossero stati problemi nelle fasi di aspirazione, convogliamento e trattamento dei fumi. Da parte dell’Arpa non ci sono stati dubbi sull’evento segnalato: il video girato dai cittadini è stato considerato come una prova inequivocabile di un episodio che influisce in modo negativo sull’ambiente, e che secondo i cittadini si è ripetuto alcune volte. L’industria di via Acquaviva però ha risposto che quel giorno, il 4 aprile, non si sarebbe verificato alcun problema e non ha fatto segnalazioni, contrariamente agli obblighi stabiliti dal documento di autorizzazione. Le industrie infatti possono funzionare solo secondo procedure autorizzate dalla pubblica amministrazione. L’Arpa quindi non ha ottenuto subito dall’acciaieria la documentazione necessaria a valutare l’accaduto, e ha però potuto concludere che vista l’entità dei filmati è poco credibile che dall’interno dell’acciaieria nulla di particolare sia stato notato. Di conseguenza l’agenzia di via Santa Maria in Betlem ha criticato l’industria siderurgica, che mantiene un atteggiamento collaborativo ma non dà sempre comunicazioni tempestive né adeguate all’importanza degli eventi. Nel mirino, risulta il forno che prende il nome di ISP 1, che però come ha fatto sapere l’acciaieria sarà modificato. Le emissioni, entro la fine di quest’anno, saranno trattate con raffreddamento ad acqua e non più ad aria. Il carico del forno ISP1 sarà alleggerito perché i fumi saranno deviati a un altro forno, l’ESP 2, grazie a lavori che dovranno essere conclusi entro il mese di dicembre.

Paolo Zignani

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