Cremona Un’altra persona a Cremona è morta al freddo, in casa propria, senza riscaldamento a causa del distacco dell’utenza. Giuseppe Focarète, sessantenne, pugliese d’origine, abitava da sette anni in una casa Aler di Borgo Loreto, in via Cattaneo ha avuto precedenti penali: dopo il carcere ha ottenuto l’assegnazione di un alloggio popolare, ma non ha più ritrovato il lavoro perduto da tempo. Aveva lavorato in Germania per un paio d’anni, oltre che nella zona di Cremona. Trovatosi in difficoltà economica, ospitava immigrati in cambio di un piccolo aiuto in denaro, e proprio un immigrato, come ritengono i vicini di casa, è ancora in possesso delle chiavi. Così, l’alloggio popolare è frequentato ancora di notte in modo abusivo, da parte di chi cerca un tetto per dormire qualche ora per andarsene prima dell’alba. Giuseppe Focarète aveva diversi amici disposti ad aiutarlo, tuttavia negli ultimi tempi ha rifiutato ogni forma di sostegno e non ha chiesto nemmeno il ricovero all’ospedale, malgrado una malattia mortale. I servizi sociali lo hanno aiutato più volte in vario modo, dandogli anche dei buoni spesa; ha trovato solidarietà anche da parte della Caritas. Giuseppe, da quanto riferisce chi lo ha incontrato negli ultimi giorni di vita, si è isolato. Per una conoscente, Mariana, ai cremonesi non è garantita una vecchiaia serena. I servizi sociali, come ha fatto sapere l’assessore Mauro Platé, non hanno saputo nemmeno del distacco del gas: lasciati il teleriscaldamento e l’Aem, Focarete aveva scelto infatti un’altra azienda che non ha accordi con il Comune per la comunicazione dei distacchi delle utenze. L’isolamento, la miseria e la disoccupazione si sono dimostrate invincibili anche nel caso di un uomo che pure ha ancora familiari a Cremona: una delle due sorelle abita al Cambonino. La cirrosi epatica alla fine ha avuto il sopravvento. La volontà di guarire da solo, proclamata con orgoglio ai conoscenti, non ha avuto successo. Giuseppe Focarete era ben noto e conosciuto nella zona di piazza dei Patrioti: la sua morte ha lasciato sgomenti non pochi concittadini, come un segnale sinistro della solitudine e della mancanza di opportunità che possono colpire le persone più fragili negli anni peggiori della crisi economica. La salma è stata cremata al cimitero: nell’abitazione si trovano ancora le masserizie del deceduto.

Paolo Zignani

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