Non era ancora finita l’eco del proclama della lista civica del sindaco, che aveva proclamato con una lettera di Enrico Manfredini l’avvento del nuovo Rinascimento cittadino, che la direttrice dei servizi sociali Eugenia Grossi il 23 novembre si è vista costretta a mettere nero su bianco una cruda ammissione: negli ultimi mesi sono aumentati gli sfratti a causa della crisi economica, quindi il Comune deve alzare le spese. Se ne vanno così dalle casse del Comune altri 17mila euro, oltre a numerosi altri impegni di spesa per il sociale, per ripagare l’Aler e la Fondazione Città di Cremona. Ci sono state occupazioni abusive, e inoltre l’amministrazione deve pagare le spese condominiali. L’assessore al patrimonio Andrea Virgilio, del Pd, può contare su quattro milioni di euro in arrivo dalla Regione entro la fine dell’amministrazione Galimberti. Sin dall’inizio dell’anno prossimo il Comune potrà usare 400mila euro, e rapidamente prima che scadano i termini, per le ristrutturazioni degli appartamenti Aler, dato che vanno assegnati 900 alloggi agli aventi diritto e ogni anno l’emergenza abitativa miete più vittime. In consiglio regionale poi sta discutendo una nuova legge, che potrebbe assegnare le case popolari a chi ha non cinque ma dieci anni di residenza, raddoppiando i termini. Il risultato di questo cambiamento, considerato come un sostegno agli italiani, è che gli immigrati graveranno sulla spesa sociale dei Comuni: per questo l’Anci Lombardia ha espresso una serie di critiche. Stride così il contrasto con i toni entusiastici del sindaco Gianluca Galimberti e dell’assessore alla rigenerazione urbana Barbara Manfredini. Nella cosiddetta città unica al mondo per la liuteria e la musica, che ha celebrato Stradivari nei musei cittadini con una nuova mostra, ecco allungarsi la lista chi non ha neanche una casa per dormire. Il Comune ormai invoca investimenti dai privati per l’housing sociale, e lancia iniziative per l’autonomia, in modo che i servizi sociali aiutino chi si impegna per ritrovare lavoro: l’alternativa è il continuo aumento della spesa pubblica. L’ultimo progetto dell’assessorato ai servizi sociali prende il nome “Accogliere il bisogno” e ha ricevuto 50mila euro di finanziamenti dal ministero degli Interni e da un fondo privato.

Paolo Zignani

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata