Il canile consortile di Vaiano Cremasco, realizzato con la collaborazione dei Comuni di Crema e del circondario, e la cooperazione di volontari e di professionisti, è uno dei modelli ai quali potrebbe ispirarsi il Comune di Cremona, che alla nuova struttura di Vaiano, realizzata dalla società patrimoniale Scrp, ha dedicato un sopralluogo negli ultimi giorni. Sono cinquanta i volontari che si occupano degli ospiti a quattro zampe, oltre ai veterinari dell’associazione Sogni Felici. L’ambiente è confortevole e gradevole: alle spese per la gestione e la manutenzione, inoltre, partecipano i Comuni con un versamento di 90 centesimi per abitante. Cremona non si limiterà alla visita in terra cremasca, con l’assessore Alessia Manfredini e i dirigenti Mara Pesaro e Cinzia Vuoto, ma si recherà anche a Calvatone, nel Casalasco, oltre che alla clinica del cane San Francesco di Brescia. Per il Rifugio del cane di via Casello, a Cremona, è tempo di alienazione e di riaffidamento del servizio, visto che la convenzione scade al termine del 2015, e sarà prorogata di sei mesi, in attesa che la gara sia completata con tutte le procedure. L’amministrazione intende dare una svolta duratura, per dare una tenuta stabile anche alla situazione economica. Il benessere degli animali ha già un garante, il dottor Emilio Olzi: la stessa collaborazione tra municipio e Asl sarà rafforzata. C’è però chi, come la Lega Nord, vuole spazzare via ogni dubbio, dopo l’inchiesta su alcuni esponenti dell’associazione Zoofili cremonesi, che gestisce la struttura di via Casello dal gennaio 2006. Il sopralluogo cremasco infatti è stato compiuto negli stessi giorni prenatalizi in cui il Carroccio diffondeva un’interrogazione al sindaco Galimberti, per sapere se saranno escluse dal riaffidamento del servizio le persone che hanno subito condanne di primo grado nel febbraio scorso da parte del tribunale di Cremona, cioè l’ex vicepresidente e due volontarie. Sono risultati, nel 2007, maltrattamenti, esercizio abusivo della professione veterinaria e uccisioni di intere cucciolate, effettuate con crudeltà e senza necessità mediante farmaci in grado di provocare l’eutanasia. La Lega chiede inoltre a chi verrà assegnata la gestione, chi fa parte del direttivo, e con quali procedure il Comune vuole garantire il rispetto del programma elettorale che va sotto il titolo di “città attenta agli animali”.

Paolo Zignani

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