Sarebbe stato un Natale senza luce per circa 420 nuclei familiari cremonesi, senza la seconda tranche di spesa per il 2015 decisa dai servizi sociali del Comune di Cremona. I contributi sono stati concessi per scongiurare la soppressione delle utenze energetiche. L’amministrazione versa buoni da un minimo di 34 euro a un massimo di 780 direttamente alla società Linea reti e impianti, subentrata ad Aem gestioni, che in base all’accordo siglato con il Comune due anni fa ha potuto scambiare i dati con gli uffici municipali. I casi di fragilità economica sono stati individuati e tutelati: l’obiettivo dei servizi sociali è evitare l’ulteriore marginalizzazione sociale delle famiglie in stato di morosità. Dal gennaio 2018, quando il libero mercato dell’elettricità prenderà definitivamente il posto del regime tariffario a maggior tutela, che vige oggi per le aziende ex municipalizzate, forse le procedure cambieranno. Il sindaco Galimberti si è impegnato comunque a non penalizzare il welfare. I provvedimenti per rimediare ai danni causati dalla crisi economica continuano quasi ogni giorno, tuttavia il segno lasciato dai tagli stabiliti dai governi appare profondo se si confronta il dato della spesa sociale pro capite del Comune di Cremona, 228 euro nel 2006, alla media del distretto cremonese nel 2012, di cento euro in meno con punte di 160 euro nel caso dei Comuni che hanno maggiori disponibilità. La statistica pubblicata in marzo da Legautonomie mette in chiaro le difficoltà degli enti locali, confrontate con il decennio scorso. L’emergenza però ha costretto la pubblica amministrazione ad aumentare l’impegno per evitare problemi ancora più gravi, per una spesa annua complessiva che si aggira sui dieci milioni di euro nella sola Cremona. Le necessità riconosciute dagli operatori sociali hanno certificato, di giorno in giorno, uno stato di crisi più serio del previsto. L’anno così si sta concludendo con un’ulteriore spesa, la quinta nel 2015, in buoni sociali per anziani e disabili, temporanei o permanenti, che vengono gestiti dall’azienda sociale del Cremonese, ma anche con l’integrazione delle rette delle case di riposo, arrivata alla settima tranche.

Paolo Zignani

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