Cremona, super controlli ai pass per disabili

(Cremona). Sono stati 145 i permessi di circolazione per disabili non restituiti a Cremona, anche se il titolare era già deceduto. La verifica è stata completata dal Comune sui dati aggiornati al primo dicembre di quest’anno, con i controlli della polizia municipale e dell’anagrafe. Non sono stati resi al Comune altri 45 permessi che appartenevano a persone trasferitesi altrove. Così 190 disabili in più, su un totale di 1.800, dopo la correzione dei dati da parte dell’amministrazione, potranno circolare più liberamente nella zona a traffico limitato e parcheggiare negli spazi riservati. Il Comune ha potuto compiere la verifica, promessa alcuni mesi fa, con la collaborazione delle associazioni che si riferiscono alla federazione Fand. Ha assunto un tono meno ufficiale, anche se promette comunque efficacia, la collaborazione che il Comitato spontaneo di piazza dei patrioti ha iniziato con l’assessore al patrimonio Andrea Virgilio, che ha ricevuto Sandro Merli, riconoscendone così il ruolo. L’amministrazione ha chiesto di essere informata direttamente e tempestivamente per poter intervenire in caso di necessità, per evitare ad esempio tagli di utenze elettriche o del gas a danno di persone disagiate. Il Comitato ha segnalato subito un presunto ritardo degli uffici nell’accreditamento del Comune presso la Regione, per poter girare ai cittadini il reddito di autonomia. Le difficoltà segnalate dagli invalidi sono però rilevanti per vari settori, già costretti a reggere l’urto della crisi, tanto che i concorsi previsti dalla Regione Lombardia in alcuni casi vanno in tilt, vengono prorogati o modificati per poter rispondere a un numero di domande maggiore rispetto al previsto. Non poche persone infatti hanno maturato i requisiti proprio negli ultimi mesi, costringendo gli uffici ad aggiornare i dati e considerare nuove domande. Uno dei bandi riguarda il sostegno alle famiglie per il mantenimento dell’abitazione in affitto. Un buon numero di affitti viene pagato grazie alla Regione, altrimenti aumenterebbe la necessità di case popolari oppure crescerebbero gli sfratti. Il Pirellone mette infatti a disposizione altri 4 milioni e 700mila euro, per chi ha un reddito familiare annuo Isee dai 7mila ai 9mila euro annui. Sotto la soglia dei 7mila euro annui è possibile richiedere invece un alloggio popolare.

Paolo Zignani