Cremona. Le difficoltà principali riguarderanno i cittadini, che dovranno ricorrere sempre più spesso a servizi privatizzati a pagamento, dato che il Comune sarà costretto a cedere in appalto. Previsione fosca ma realistica, da parte dei rappresentanti sindacali, vista la continua riduzione sia dei finanziamenti statali che dei dipendenti. Il 23 dicembre la giunta Galimberti ha approvato la programmazione del fabbisogno di personale per i prossimi tre anni, che prevede assunzioni con il contagocce, proprio mentre una parte dei dipendenti diventa precaria e si preparano invece, secondo qualche indiscrezione, nuovi vicedirigenti. I dirigenti per la prima volta hanno visto diminuire i premi. Nel 2016 infatti sono in programma le assunzioni a tempo indeterminato di un dirigente, di tre impiegati amministrativi, di un tecnico e di un conduttore di macchinari complessi, solo nel 2018 il municipio assumerà quattro vigili. I controlli sulla spesa per il personale e le verifiche sull’eventuale esistenza di dipendenti in eccedenza o in soprannumero si susseguono a ritmo incessante, come nel mese di dicembre: l’amministrazione non può permettersi di sprecare nulla né di procedere a tagli selvaggi: sono le norme a diminuire progressivamente, anno dopo anno, il numero dei dipendenti. La pianta organica è stata formalmente ridotta il 25 novembre da 766 a 748 persone e poche settimane prima è stato confermato il fondo per la produttività, per un totale di 100mila euro. La pace sindacale è tornata, dopo anni tempestosi, nuovi investimenti hanno rilanciato alcuni servizi, come le mense scolastiche: rimane la spada di Damocle del blocco delle assunzioni. Per i dipendenti aumenta il lavoro, ma il coordinatore delle rsu comunali, Giorgio Salami, pensa ai cittadini che dovranno mettere mano al portafoglio, visto l’indebolimento della sfera pubblica. A Cremona in municipio la spesa per il personale è scesa da 24 milioni e 900mila euro nel 2011 a 23 milioni e mezzo nel 2013, e continua a scendere del 2 per cento. Le assunzioni possono coprire, per legge, solo l’80 per cento della spesa dell’anno precedente: ai pensionamenti non possono seguire assunzioni in pari numero. Per quanto il Comune investa in progetti e nuove iniziative, i posti di lavoro nel corso degli anni diminuiscono inevitabilmente. I servizi da pubblici diventano privati, come le farmacie e i bus, sino ad arrivare alle attività culturali, ai teatri e ai musei, e senza eccezioni per energia e gas, destinati a gare d’appalto, e i prezzi salgono.

Paolo Zignani

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