Cremona I consigli comunali del territorio si stanno opponendo alla  decisione con cui l’ente Provincia di Cremona ha autorizzando la  centrale del gas della Stogit a Bordolano senza informare i cittadini.  Borgo San Giacomo, San Paolo, Verolavecchia, e poi con una modifica  finale Corte de Cortesi e poi Soresina, sempre all’unanimità, hanno  recepito l’ordine del giorno del Coordinamento dei comitati  ambientalisti della Lombardia, che nelle prossime settimane sarà  discusso da un’altra decina di Comuni della provincia di Cremona. Non  è stata rispettata la convenzione internazionale di Aarhus, che ha valore di legge, e che prevede che abitanti e associazioni siano informati per tempo; quindi le amministrazioni comunali interessate chiedono alla Provincia di annullare l’autorizzazione. Per un periodo di tempo che può arrivare a ben quarant’anni saranno emessi gas climalteranti per un totale di 4 miliardi di metri cubi ogni anno, a  una temperatura di 530 gradi centigradi e in un raggio di venti km, come risulta dalla relazione tecnica della stessa Stogit. Dagli  impianti usciranno 190 tonnellate all’anno di ossidi di azoto, 165 di monossido di carbonio. I Comuni non sono stati informati né documentati e si ritrovano l’autorizzazione come un fatto compiuto,
senza aver potuto esprimere un parere. Grandi quantità di gas saranno compresse a 240 atmosfere nel sottosuolo sismogenico di Bordolano, con un rischio sismico per l’intero circondario. Inoltre la rete di centrali e stoccaggi collegata da metanodotto è stata costruita in Lombardia senza una complessiva valutazione d’impatto ambientale, bensì con autorizzazioni per ogni singolo impianto. Cittadini ed enti locali non hanno potuto esprimersi tramite le istituzioni: i consigli comunali quindi non accettano l’imposizione venuta dall’alto, che potrebbe tramutarsi in un danno in caso di scosse telluriche indotte dall’attività di stoccaggio.  Dopo il terremoto dell’Emilia e del Mantovano del 2012, poi, le Regione Lombardia ed Emilia Romagna hanno limitato le attività delle società di trivellazione e stoccaggio di gas, e le stesse linee guida del ministero prevedono monitoraggi e controlli. L’ente Provincia di Cremona però non ha dimostrato di essere attrezzata per le verifiche, come la stessa Arpa Lombardia, con una rete indipendente di controlli. Il principio europeo di precauzione è stato disatteso. I consigli comunali, di ogni colore politico, esprimono un rifiuto argomentato, che assume un significato ancora più forte nei giorni della conferenza internazionale dell’Onu a
Parigi, dove si discute proprio di emissioni inquinanti e dii cambiamenti climatici.

Paolo Zignani

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