I ricercatori della Brown University sono convinti che un giorno dei veri e propri ‘mini cervelli’, che non pensano ma mandano segnali elettrici e costruiscono i propri collegamenti tra i neuroni, potrebbero sostituire i test sugli animali, facendoli così ridurre considerevolmente. Questo metodo è stato descritto sulla rivista Tissue Engineering e è molto più simile al comportamento nel mondo reale. In pratica, con questi mini cervelli, che costerebbero nemmeno 25 centesimi ciascuno, si possono isolare le cellule neuronali, ad esempio da un topo, per poi concentrarle e farle crescere in una coltura tridimensionale. Le sfere così ottenute contengono tutti i tipi di neuroni che popolano il cervello, e hanno le stesse caratteristiche, dalla densità di cellule alle proprietà meccaniche alla capacità di formare sinapsi, del tessuto cerebrale normale. Le strutture possono essere usate per testare farmaci, ma anche per verificare il comportamento di staminali o analizzare l’andamento di malattie neurodegenerative.

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