Cremona. Per il sedicesimo giorno consecutivo le centraline dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente segnano il superamento delle polveri sottili inquinanti. E’ una serie nera con pochi termini di paragone, rispetto agli ultimi cinque anni. Dall’11 dicembre la soglia di legge, 50 microgrammi per metro cubo, non è più stata rispettata, con una punta massima di 103 il giorno 16, quando la soglia d’attenzione è stata più che doppiata, e il minimo a quota 50 mercoledì 24. A Natale le pm10 sono risalite a 60, a Santo Stefano a 59. Ambientescienze, con un comunicato di Benito Fiori, invece nota come a Cremona l’Arpa dal 2012 non abbia più aggiornato i dati sulla quantità di gas inquinanti per chilometro quadrato, che erano molto elevati, tanto che Cremona appariva come una macchia rossa, uno dei punti più inquinati della Lombardia. Le quantità di polveri sottili pm10 variava da due a cinque tonnellate, fra Cremona e Comuni vicini, come a Milano, Monza, Bergamo o Brescia. La produzione di gas serra, da parte di Cremona e circondario, nel 2012 variava invece da 5 a 50 tonnellate. Il meteo non aiuta e da due mesi non piove: non sono previste dall’Arpa precipitazioni fino a domenica 3 gennaio, quando non cadrà pioggia ma neve, fenomeno che potrebbe non disperdere le polveri, bensì impedire il loro smaltimento sul terreno. Negli ultimi giorni sono stati più dannosi i dati sulle polveri 2,5, più sottili e pericolose, ormai al doppio della quantità permessa dalla legge. Le soglie sono state superate ormai per circa ottanta giorni in dodici mesi. Nel decennio scorso gli sforamenti erano stati maggiori, anche per un giorno ogni tre. Quel che colpisce è che da più di dieci anni il limite di 35 sforamenti giornalieri annui stabilito dall’Europa non sia mai stato rispettato in Lombardia. Il sindaco Galimberti parteciperà domani alle 18 al vertice convocato dal presidente della Regione Roberto Maroni. Il primo cittadino cremonese, dopo due giorni di biglietti gratis sui bus, proporrà interventi strutturali: riduzione del riscaldamento nelle abitazioni, dopo l’aumento delle temperature negli ultimi giorni, e maggior uso di mezzi pubblici e biciclette. E’ tempo di camminare di più, di risparmiare energia, di non usare camini e barbecue, di imparare a consumare meno carburantepossibile con l’automobile. Secondo l’Istat, infine, le morti premature causate dall’inquinamento nel 2015 in Italia stanno aumentando: sono 68mila in più rispetto all’anno precedente. Il totale è salito a 666mila.

Paolo Zignani

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