Commercio, Cremona perde Crema

Cremona La lunga crisi del commercio fa tremare Crema e spaventa Cremona, anche perché si lega alla crisi di rappresentatività territoriale del capoluogo provinciale. L’Aler fa capo a Brescia, la Camera di Commercio gravita già verso Mantova come l’Ats Val Padana che ha preso il posto della vecchia Asl. Una riforma che mette in difficoltà Cremona anche perché l’intero Cremasco non accetta che le associazioni economiche debbano riferirsi a Mantova, tanto che stamattina il sindaco Stefania Bonaldi e l’assessore alle attività produttive Morena Saltini hanno confermato di essere pronte ad allearsi con Lodi e Treviglio, o meglio ancora con Milano e la forte area metropolitana, abbandonando quindi Cremona, costretta quindi a un ruolo periferico. Il Comune di Crema propone così all’intera area omogenea di cui fa parte di pronunciarsi: è già clima da separati in casa, fra Crema e Cremona, capoluogo che viene colpito da una serie di statistiche negative. Infatti patisce secondo i dati provvisori resi noti da palazzo Pirelli il record regionale dei negozi sfitti: ben 172 su 824. Paolo Carletti del Psi cremonese non crede a questi dati: per lui solo il Comune di Cremona è stato veritiero, nella speranza che la Regione aiuti. Mentre i dati nazionali Istat segnano solo un aumento dello 0,3% del volume delle vendite al dettagli nei primi 11 mesi dell’anno scorso, in provincia per la Camera di commercio tra il primo e il secondo trimestre del 2015 le imprese attive nel settore sono lievemente diminuite, rimanendo poco più di 6.300. La ripresa è percepita soprattutto da riesce a esportare all’estero – circa 40 milioni di euro in più su 925 milioni per l’intera provincia – mentre le famiglie, preferendo ricostituire i risparmi perduti, non premiano i negozi con maggiori acquisti. Si sono persi in provincia poi, fra l’estate l’autunno scorso, altri 700 occupati su un totale di 151mila. In un anno, sono mille posti di lavoro perduti. La combinazione tra l’avvento della milanese e bresciana A2a e lo spostamento delle sedi decisionali a Mantova e Brescia quindi preoccupa gli operatori: Cremona, città dall’età media molto elevata e penalizzata dalla viabilità, potrebbe non interessare più di tanto gli investitori. E per le associazioni dei commercianti l’animazione occasionale promossa dal Comune, legata agli eventi, ha un effetto limitato.

Paolo Zignani