La nuova legge voluta dal governo Renzi nell’ottobre scorso e appoggiata anche dalle opposizioni aiuta a trasformare gli affidi in adozioni e favorisce la lobby delle famiglie affidatarie a suon di contributi pubblici. La critica parte dal segretario di Rifondazione comunista del Cremasco, Andrea Serena, ed è accompagnata da una descrizione del percorso compiuto in particolare dalle associazioni delle famiglie affidatarie, che grazie alle nuove norme si ritrovano la strada spianata grazie alle scelte del Pd. In tempi di crisi economica, se i genitori cadono in gravi difficoltà, possono vedersi togliere dal tribunale i figli, poi assegnati a comunità residenziali convenzionate con i Comuni. In seguito il tribunale dei minori può dare in affido i figli per due anni: dovrebbe essere per la legge un provvedimento temporaneo, che invece ha anche durata tripla. La nuova legge fa sì che la famiglia affidataria venga considerata persino collaboratore ufficiale dei servizi sociali, e si trovi così, per Rifondazione, in una posizione di vantaggio rispetto ai genitori naturali, che anche se si riprendono da un periodo di grave disagio, a volte non riescono più a riavere i figli, per quanto si siano messi in regola davanti alla legge. I Comuni si ritrovano a versare contributi mensili agli affidatari anche oltre i mille euro, rispetto ai 400 euro che potrebbero bastare a risollevare dalla crisi la famiglia originaria. Nel distretto di Crema, secondo i dati della Comunità sociale cremasca, i minori allontanati dalle famiglie originarie sono 113, di cui 36 assegnati a famiglie scelte dai servizi sociali e 77 a comunità residenziali: ben 20 minori su 36 sono in affido da più dei due anni previsti dalle norme. Il Pd ha dunque sposato gli interessi delle lobby degli affidi: l’attacco politico di Andrea Serena non usa mezzi termini. Il primo firmatario del disegno di legge è la senatrice Francesca Puglisi dei democratici, sostenitrice della riforma scolastica di Valentina Aprea del 2012, fermata dal Parlamento, che avrebbe facilitato la privatizzazione. Puglisi del Pd e la berlusconiana Aprea, oggi assessore regionale, sono sulla stessa linea, vicina a Comunione e Liberazione, che a Crema aveva creato con don Mauro Inzoli un’associazione di famiglie affidatarie. L’amministrazione Bonaldi, in questi anni, ha ridotto la spesa comunale, ma troppo poco: per Serena la lobby è ancora forte. A Cremona l’anno scorso gli affidi erano 44, con una spesa municipale che non superava in ogni caso i 450 euro al mese.

Paolo Zignani

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