Cremona. Un deposito per le roulotte, una casetta di legno per i servizi essenziali ed ecco il risultato di quindici anni di annunci per la valorizzazione del turismo fluviale. I lavori di completamento della struttura ricettiva di via del Sale, che ufficialmente non ha nemmeno il nome di ostello, sono conclusi e il conto è stato pagato dal Comune, fino agli ultimi duemila euro versati a fine dicembre. Ben 760mila euro in tutto, compresi 270mila per gli espropri e i contributi regionali e statali. A lato del parco del Po, frequentato da sportivi e famiglie, non c’è più terreno agricolo, ma si apre un recinto per le roulotte, che potranno essere posteggiate l’una accanto all’altra, ciascuna allacciata alla colonnina della corrente elettrica. Pessimo spettacolo per l’architetto Michele De Crecchio: è stato rovinato il paesaggio e senza dare una prospettiva al turismo. Oltretutto l’opera ha ricevuto anche finanziamenti legati all’Expo, che ha già chiuso i battenti da più di due mesi. Inizialmente il Comune pensava di togliere il camping in golena, che invece è rimasto suo posto, poco frequentato ma con un centinaio di posti a disposizione. La veduta del Torrazzo da un lato e del Po dall’altra non è stata premiata dai turisti. Una situazione che malgrado i continui proclami sul turismo parla da sola, vista anche la difficoltà di recuperare le ex Colonie padane, che sorgono accanto. L’amministrazione Galimberti ha scelto nel dicembre del 2014 di approvare il progetto esecutivo della nuova struttura ricettiva e procedere alla conclusione del lungo iter amministrativo. C’era un’alternativa: ampliare il parco, mancavano però le risorse, che si sono trovate invece per le roulotte grazie all’Expo. Gli orizzonti del consumo di suolo per le nuove edificazioni a Cremona però non si sono chiusi: il foro Boario può ancora essere preda dei costruttori. Il parcheggio a lato di via Mantova è ancora a rischio, benché sia l’ultima grande zona per le auto libera da parchimetri. La giunta Galimberti non intende noltre costruire la Strada sud, che però non è ancora stata del tutto cancellata dalla programmazione.

Paolo Zignani

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