Cremona Dopo le condanne per il reato di devastazione, sentenziate dal giudice Pierpaolo Beluzzi a carico di tutti e quattro gli imputati, sembra più rapido il percorso del Comune verso lo sfratto dei due centri sociali Kavarna e Dordoni, e al riutilizzo degli immobili, rispettivamente presso il Cascinetto e il complesso tra foro Boario e via Mantova, che saranno destinati ad altre associazioni impegnate nel sociale. La manifestazione antifascista del 24 gennaio scorso ha richiamato a Cremona migliaia di militanti dei centri sociali italiani. Le responsabilità penali, dopo gli scontri con la polizia e i danni a due agenzie immobiliari, oltre che alla sede della polizia locale, sono state attribuite a Mattia Croce, Aiuob Babassi, Matteo Pascariello e Mauro Renica. Le due immobiliari hanno diritto a risarcimenti di circa 2.500 euro, ma al Comune spettano 200mila euro di provvisionale per la vandalizzazione della sede dei vigili urbani. L’intenso confronto tra le forze politiche si era concluso l’anno scorso con l’impegno della giunta Galimberti a non rinnovare il contratto d’affitto e quindi l’assegnazione della sede al Dordoni e al Kavarna. La giunta intende mantenere l’impegno e l’assessore al patrimonio comunale Andrea Virgilio sottolinea che non dimenticare i danni alla città significa agire, cioè dare altra destinazione alle due sedi, anche se l’affitto viene regolarmente pagato. Ci sono stati da parte dei centri sociali atteggiamenti di arroganza che l’amministrazione cittadina non accetta. Il Comune tuttavia intende procedere non con un’iniziativa propria e isolata dal contesto delle istituzioni cittadine, bensì in sintonia con le forze dell’ordine. I tempi lunghi dell’allontanamento dei centri sociali dalle due sedi comunali non nascondono un cambiamento d’idea e neanche un’impossibilità a procedere. Poi, per la giunta, in una città di 73mila abitanti due centri sociali sono troppi. In via Mantova, dove ora si trova il Dordoni e si organizza anche il comitato Antisfratto, è prevista una ristrutturazione. Il comitato da parte propria ieri ha attivato un picchetto per impedire che una famiglia che abita un appartamento in affitto al quartiere Villetta rimanesse senza un tetto, per gli effetti della crisi economica e del basso reddito del padre di famiglia. E’ uno dei tanti casi di morosità seguiti dal comitato.

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