Corteo in marcia, striscioni e magliette che denunciano i veleni dei siti inquinati, delle discariche del Bresciano e i problemi legati agli stoccaggi e alle centrali del gas, innanzitutto a Bordolano. Di corsa il testimonial Carmine Piccolo e un gruppo di altri podisti, per dimostrare il desiderio di scelte strategiche molto più verdi per territori vicini accomunati da una serie di problemi. La protesta è infatti unica e ha richiamato nel paese del Cremonese una ventina di associazioni ambientaliste, con il sostegno politico del movimento cinque stelle, presente in forze per lanciare il referendum contro le trivellazioni in Italia. Si voterà per evitare che le estrazioni di idrocarburi siano troppo vicine alle spiagge, ma per molti gruppi è l’occasione per chiedere una svolta e prendere le distanze dall’economia del petrolio. Piove dopo un lungo periodo di siccità ma ci si mette in marcia prima di mezzogiorno per quattro chilometri dal centro del paese al cuore della campagna, dominata dagli impianti della Stogit, società del gruppo Eni. Partecipano alcune decine di persone, che si ritrovano accanto al gazebo di fronte al municipio. Nei discorsi tenuti prima della manifestazione, Ezio Corradi ha ricordato che in dicembre un meccanismo si è inceppato nel cluster B facendo suonare l’allarme. L’episodio ha scatenato una polemica in consiglio comunale. L’ex sindaco Luigi Amore ha minacciato di denuncia per procurato allarme sociale chi eccede nel segnalare il rischio sismico, mentre Corradi sostiene che l’allarme dipende dallo stoccaggio, che è soggetto sottoposto alla direttiva Seveso, mentre i documenti necessari alla disciplina sulla sicurezza ancora non sono completati e nemmeno il Comune li ha. Il deputato grillino Danilo Toninelli ha criticato gli aspetti economici del piano nazionale degli stoccaggi. Si tratterebbe infatti di affari privati grazie ai contributi pubblici europei, ma soprattutto per le banche, come la Morgan Stanley, socia di uno degli stoccaggi di gas che popolano il sottosuolo lombardo, a Cornegliano, alle porte di Lodi, altro impianto collegato mediante una rete di metanodotti a Bordolano, oltre che a Sergnano e Ripalta Cremasca. In tutto sono dodici gli stoccaggi attivi in Italia. Attività che non creano né lavoro né vantaggi alla popolazione, per il deputato Danilo Toninelli.

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