Cremona La vendita di Lgh, decisa molto prima che i consiglieri comunali vedessero i documenti ufficiali, è stata inaccettabile, come ha spiegato stamattina la segretaria di Rifondazione comunista Francesca Berardi. Il centrosinistra del sindaco Gianluca Galimberti perde così il sostegno di uno dei partiti, che tramite la lista Energia civile in Comune aveva contribuito al successo elettorale. Il baricentro della coalizione si sposta così verso il centro. L’alleanza fra sinistra e Pd era radicata soprattutto nella battaglia per il rispetto dei referendum sull’acqua e i servizi pubblici. La società pubblica provinciale del servizio idrico, Padania Acque, è nata grazie alla collaborazione fra il comitato, fondato anche da Berardi, e alcuni amministratori e politici che si erano schierati con i gruppi e gli elettori dei referendum: una sintesi che però si è spezzata oggi, in seguito alle decisioni dell’amministrazione Galimberti, che ha scelto, come spiegato nella sede di Rifondazione a Cremona in via Capitelli, di cedere Lgh ad A2a, società protagonista del mercato grazie alla proprietà di inceneritori e discariche e alla quotazione in Borsa. E dire che i cremonesi hanno votato Galimberti proprio perché sembrava che volesse far chiudere l’impianto entro il mandato. Difficili, quasi inesistenti i rapporti Galimberti e Rifondazione, tant’è vero che è stato il presidente di A2a Giovanni Valotti a rivelare che il lavoro compiuto assieme a Comuni, in vista della vendita del 51% di Lgh, è stato avviato sin dal febbraio scorso, proprio mentre Rifondazione discuteva con il centrosinistra su come rafforzare il controllo del Comune sulle partecipate. La delibera, in proposito, è del successivo mese di marzo. La maggioranza di Galimberti parlava di altre ipotesi, come la ricerca di nuovi soci, ma tutto era già stabilito all’insaputa degli stessi consiglieri comunali, che solo a novembre hanno ricevuto gli atti ufficiali. Rifondazione ha poi proposto, inascoltata, una società pubblica come alternativa. Rifondazione così toglie il sostegno al sindaco e alla lista Energia civile in Comune, di cui faceva parte, e che esprime un consigliere, Filippo Bonali, l’assessore Rosita Viola e un consigliere di Cremona Solidale, Gianni Grazioli. Entrano in crisi anche i rapporti con Sel, che resta col Pd e il sindaco. Energia civile in Comune ha ottenuto 1.300 voti al primo turno, quando Galimberti ha prevalso su Oreste Perri per 4.800 voti.

Paolo Zignani

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