Da tre giorni le polveri sottili Pm10 a Cremona, secondo i dati della centralina Arpa di via Fatebenefratelli, superano quota 100, con una progressione preoccupante da 90 a 114 a 104, più del doppio della quantità consentita dall’Unione europea, che ha previsto una soglia d’allerta molto meno severa, rispetto al limite indicato dall’Organizzazione mondiale della sanità. E’ dal 16 dicembre che a Cremona l’Arpa non rilevava polveri sottili oltre quota 100. E’ prevista una riunione dei Comuni del circondario di Cremona, ma i sindaci e gli assessori non possono contare sui principali alleati: il vento e la pioggia, a causa della siccità che peraltro già mette in allarme gli agricoltori e i consorzi d’irrigazione, promettendo tempi difficili ben prima dell’estate, sia per le coltivazioni, e quindi per l’economia locale, che per l’inquinamento atmosferico. La carenza di piogge, dal mese di novembre, incute il timore che in estate non ci sia acqua sufficiente, al limite dello stato di calamità, contemporaneamente a una nuova estate con temperature insolitamente alte. Già il sindaco Galimberti è pronto a firmare un’altra ordinanza per limitare il traffico, indicare limiti al riscaldamento negli edifici pubblici e privati, favorire il trasporto pubblico anziché gli spostamenti in automobile: l’attenzione, come fa sapere il primo cittadino in un comunicato, è altissima. Crema sta ancora peggio, visto che secondo la centralina di via Undici Febbraio le pm10 sono arrivate a 125 ieri, a 118 ieri e a 99 giovedì, inducendo il sindaco Stefania Bonaldi a sconsigliare di fare attività fisica e sportiva all’aperto e a non consentire il traffico in centro. La stabilità del meteo contribuisce ad aumentare la concentrazione di polveri sottili, mentre da anni le associazioni ambientaliste chiedono alla Lombardia, alle Regioni del Nord e a tutti i Comuni politiche coordinate.

Paolo Zignani

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