L’incontro fra le analisi dell’Asl e del Comune sulle situazioni di disagio nella città di Cremona hanno messo in chiaro che esiste una serie di complicazioni conclamate, segnalate dalla direttrice delle Politiche sociali Eugenia Grossi: i quartieri dove si addensa la maggior parte delle case popolari sono trascurati rispetto alle necessità. L’occasione per rimediare è il Piano di zona, che riguarda l’intero distretto cremonese, con i suoi sessanta Comuni, sul quale intervengono il nuovo Centro per l’assistenza domiciliare dell’Asl e l’azienda sociale del Cremonese, che gestisce la quota principale del welfare dei Comuni. Cremona è il cuore del problema, per l’elevata età media, il tasso di dipendenza, per il numero di anziani e disabili e la notevole concentrazione di alloggi popolari. Alla cooperativa il Gabbiano onlus è stato dato l’incarico dell’Asl, per 23mila euro nel distretto. Il nuovo anno è iniziato segnando una svolta: ora è il Comune, da quattro giorni, a essere responsabile della gestione degli alloggi al posto dell’Aler, alla quale la giunta Galimberti non ha rinnovato l’onerosa convenzione, costata 250mila euro l’anno. L’azienda regionale infatti non ha i mezzi per reggere l’emergenza sociale e nemmeno può provvedere alle manutenzioni straordinarie dei 1.080 alloggi cremonesi, parte dei quali in degrado. Aumenta l’impegno sul fronte del welfare ma la crisi non trova rimedio: il lavoro non c’è, anzi le piccole imprese in provincia e in città continuano a fallire (375 le chiusure nel 2015). Il Comune ha presentato oggi il nuovo appalto del servizio di tutor condominiale, vinto dall’Iride, altra cooperativa sociale referente di un partenariato: 180mila euro la loro offerta al Comune. E’ lo stesso progetto della giunta Perri, tanto criticato in passato da diversi cittadini. Ci saranno cinque tutor in cinque grandi aree: via Ghinaglia-piazza Castello, San Felice-Zaist, centro storico, Borgo Loreto-San Bernardo e infine zona Cascinetto, via Giuseppina e Bagnara. Così dalle ore 9 alle 12 e dalle 14 alle 17 cinque persone dovranno rispondere a ogni esigenza dei residenti, a centinaia per ciascun tutor, alle prese con i problemi di disabili, invalidi, anziani, immigrati e vicini di casa in difficoltà con chi peggiora le condizioni d’igiene e di sicurezza dei condomìni anziché migliorarli. Come faranno i tutor a essere efficaci? A Cavatigozzi, invece, non ci sarà nemmeno il tutor. Aumenta il lavoro delle cooperative sociali, ma si fanno più numerosi anche i poveri. La data del 23 dicembre si trova sull’ultimo atto di versamento di contributi dei servizi sociali ai più deboli: è la settima tranche, da 20mila euro, l’ennesimo atto di sostegno per chi  non ha nemmeno soldi per fare la spesa, pagare una bolletta o l’affitto.

Paolo Zignani

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