Milano La scure delle Legge di Stabilità si abbatte sugli ospedali lombardi, e in particolare quelli milanesi. Sono ben dieci gli istituti che si trovano in difficoltà economiche e a rimetterci è la qualità del servizio. La Legge di Stabilità approvata a Roma lo scorso 22 dicembre impone agli ospedali con i conti in rosso l’attuazione di un piano di rientro. Per ottenere questo obiettivo è possibile anche ricorrere al licenziamento dei direttori generali che non raggiungono l’obiettivo. Nella lista degli istituti in difficoltà troviamo il Niguarda, il Papa Giovanni XXIII di Bergamo, Melegnano, San Carlo, San Paolo, Fatebenefratelli, Garbagnate, Como, Lodi e Sondrio. Entro il 31 marzo del 2016 le Regioni individueranno le aziende ospedaliere, i poli universitari, gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico e gli altri enti pubblici che erogano prestazioni di ricovero e cura che presentano uno scostamento tra costi e ricavi pari o superiore al 10% delle entrate, o, in valore assoluto, pari ad almeno 10 milioni di euro. Per chi è nell’elenco deve scattare il piano di rientro e questo implica necessariamente pesantissimi tagli. Una questione molto spinosa che riguarda la qualità del servizio sanitario erogato ai pazienti. Per questo Regione Lombardia sta preparando una lettera rivolta al Ministro della salute Lorenzin con l’obiettivo di contestare l’applicazione della Legge di Stabilità per la Regione Lombardia e per comunicare un dato essenziale, secondo la giunta lombarda, ovvero che il bilancio regionale è in ordine e quello che fanno i singoli ospedali a Roma non deve interessare.

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