Cremona. L’ex polveriera di via Milano era un deposito di esplosivi di proprietà del ministero della Difesa, che da ormai quarant’anni non ritiene più strategica l’area, ma nemmeno ha mai deciso di cederla al Comune, malgrado le richieste dei sindaci, quando Cremona puntava sull’espansione del porto fluviale. Nel frattempo la zona, estesa 150mila metri vicino all’istituto Stanga, si è ripopolata d’alberi, al punto che ora una delle possibilità più accreditate per il recupero è la trasformazione in parco naturale, assegnando eventualmente alcune attività allo Stanga e inserendo aree di giochi per bambini e per cani, o anche orti sociali. Infatti il Comune ormai ha raggiunto l’accordo con il Demanio, che ha dato parere favorevole sulla spinta di una delle necessità dello Stato: assegnare i propri beni immobili ai Comuni nella speranza di che servano a dare una spinta all’economia, nello spirito del federalismo demaniale, che consentirà allo Stato di incassare il 25% del valore dei beni immobili una volta alienati. L’ex sindaco Oreste Perri nel 2013 aveva chiesto la concessione all’agenzia demaniale, che ha risposto alcuni mesi fa e ieri la commissione Territorio ha espresso il proprio favore, in vista dell’approvazione del consiglio comunale. Le perplessità riguardano i costi e gli investitori. Cremona è popolata da numerosi immobili inutilizzati da anni: patrimonio imbarazzante, dalla costosa manutenzione. Luigi Amore, dall’opposizione di Obiettivo Cremona, teme che gli edifici diventino pericolanti e gravino sul bilancio. E’ una preoccupazione diffusa, considerando l’ex ospedale e la palazzina storica di Cremona Solidale, dismessa da otto anni. Dopo il recupero dello stabile di via Tofane, dove sono stati resi disponibili alloggi popolari, rimangono altri edifici, come in via Aporti, di cui non si sa che fare. La lunga serie di palazzi che hanno perso importanza in un secolo si arricchisce, grazie al federalismo demaniale, anche di alcune aree asfaltate ex Tamoil, non da bonificare. L’ex polveriera potrebbe però riservare una sorpresa, perché se verrà riqualificata si potranno liberare alcune aree interessate dalla ciclabile Cremona Cavatigozzi, la pista più attesa della storia locale, rinviata e promessa ogni anno da quasi mezzo secolo. Fra le donazioni dell’agenzia del Demanio non compare però l’ex caserma Manfredini di via Bissolati: interessa anche a privati. Al Comune i beni che non trovano mercato: di qui le perplessità per i rischi futuri.

Paolo Zignani

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