Dopo aver previsto in via Mantova la cementificazione di 300mila metri quadrati di area verde per imprese, artigiani e negozi, e le mille proteste sulle polveri sottili e sui tempi di chiusura dell’inceneritore, il Comune tenta di far la pace con le associazioni ambientaliste riqualificando il parco cittadino del Morbasco, per riprendere uno dei progetti di Maurizio Ori, protagonista nelle scorse settimane di un incontro pubblico organizzato dal Pd in sala Zanoni. L’obiettivo è collegare le aree naturalistiche del Morbasco, inserite nel corridoio ecologico regionale, attraversato però dall’area industriale di Cavatigozzi. Il parco che da via Massarotti e via Trebbia si sviluppa verso la ferrovia di via Milano ha comunque fermato anni fa l’arrembaggio delle nuove palazzine. Ora l’amministrazione ha l’opportunità di riqualificare le piccole lanche del parco, rimaste isolate dal corso d’acqua, e che in futuro potranno ripopolarsi di flora e fauna e di biodiversità. Saranno quindi scavati vecchi alvei rimasti chiusi, la vita potrebbe rinascere anche grazie a una nuova ciclopedonale. Alcune aree del parco, dedicato in parte ai caduti di Nassirya, saranno rese più accessibili ai cittadini, altre saranno lasciate inselvatichire e rimboschire. Il sopralluogo degli assessori Andrea Virgilio e Alessia Manfredini, con i dirigenti Masserdotti e Pagliarini e diversi tecnici, anche di Padania Acque, ha aperto il confronto con Carlo Capurso e Bassano Riboni del Wwf, oltre che con Riccardo Groppali e lo stesso Maurizio Ori. La superficie interessata dagli interventi dell’ amministrazione è di 17mila metri quadrati: saranno prese precauzioni contro il rischio esondazione e saranno scelte le piante da abbattere, per poi far ripopolare la vegetazione. Sono ancora molti gli alberi rimasti vittime della nevicata dell’anno scorso, la rinaturalizzazione trova quindi nuove occasioni, ma non manca un timore, oltre ai consensi: che nuova legna sia portata per lo smaltimento alla centrale a biomasse, che già diversi ecologisti, di Ambientescienze e Salviamo il Paesaggio, hanno ribattezzato secondo inceneritore. E anche questo smaltimento costerà spesa pubblica.

Paolo Zignani

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