In 18 giorni su 37, dal primo gennaio, le polveri sottili cancerogene pm10 hanno superato la soglia d’allerta a Cremona, nella centralina Arpa di via Fatebenefratelli. Ieri a quota 56, sotto la media di quest’anno ma con un dato giornaliero che supera di ben cinque volte non il limite europeo di 50, bensì quello consigliato dall’Organizzazione mondiale della sanità, che è di 10. In cinque settimane Cremona ha già superato la metà dei giorni di sforamento della soglia d’allerta ammessi dall’Unione europea in un intero anno. Tramite il dirigente del settore Qualità dell’aria Guido Lanzani, l’Arpa fa sapere che, pur con il debole vento di Cremona e della pianura padana, a una velocità di un solo metro al secondo le masse d’aria si spostano di 60 chilometri in venti ore e si rimescolano. Quindi l’aria di Brescia, ad esempio, il giorno dopo può trovarsi su Cremona anche se il clima è stabile. Una parte rilevante delle polveri pm10 inoltre si forma in atmosfera a partire da altre sostanze, come gli ossidi di azoto emessi dal traffico dei veicolo e l’ammoniaca usata in agricoltura e dagli allevamenti. Di conseguenza è tutt’altro che semplice individuare le sorgenti delle polveri sottili su un territorio comunale, visto che il bacino di riferimento dev’essere la pianura padana. Secondo l’inventario Inemar, però, l’Arpa ha classificato le fonti di emissioni di pm10 Comune per Comune. A Cremona la sorgente principale è la combustione non industriale, per il 42%, in particolare il riscaldamento a legna, ma i processi produttivi, industrie comprese, sono responsabili del 26% delle polveri sottili. Dal traffico dipende soltanto il 10% delle pm10, il 14% invece proviene dalle attività agricole. L’inceneritore determina molti effetti negativi, per gli ecologisti, per l’Arpa emette polveri sottili in misura solo dello 0,1%. Quindi le industrie e l’agricoltura emettono una quantità rilevante di polveri sottili: la situazione difficile di Cremona trova così una risposta più chiara da parte dell’Arpa, anche se il protocollo antismog di Cremona e circondario si concentra sul traffico e sul riscaldamento. L’Arpa ha inoltre indicato la combustione di biomasse come cause rilevanti di produzione di polveri sottili.

Paolo Zignani

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