L’amianto spunta ovunque, non solo nei piccoli centri abitati ma anche in centro storico a Cremona, fa paura e scatena segnalazioni in serie ai due volontari Ivano Bonoldi e Danilo Dilda. Gli occhi di molti cittadini ormai si sono abituati a riconoscere il rischio, le foto col cellulare vengono inviate via internet e la popolarità della sezione cittadina dell’Osservatorio nazionale, in contatto con legali esperti del settore, si traduce in esposti alla magistratura o, come negli ultimi casi di piazza Quattro Novembre, Persico Dosimo e Persichello, in segnalazioni ai Comuni allo scopo di mediare con i proprietari privati. Anche questa volta il pericolo della presenza di eternit è stato riscontrato nelle vicinanze di un parco giochi per bambini e di una scuola elementare: questa però è la drammatica normalità, piena di sorprese sopra tetti di vecchie case e capannoni, che siano edifici pubblici o privati,poiché la terribile sostanza è stata usata per decenni in Italia come se fosse innocua. Anche dopo la diffusione della tragica verità – l’amianto non è altro che un killer spietato – le bonifiche procedono spesso lentamente, a causa dei costi. Lo smaltimento poi non trova ancora una soluzione nazionale e anche negli ultimi mesi la Regione ha autorizzato una nuova discarica in provincia di Pavia. Le ultime segnalazioni dell’Ona Onlus cremonese riguardano attività produttive: il rischio amianto va ancora accertato in modo inequivocabile, assieme a una verifica sul censimento dell’Asl, così come il degrado dei tetti. Ancora una volta i volontari dell’Ona Onlus sono pronti a chiedere ordinanze dei sindaci Gianluca Galimberti e Fabrizio Superti per accelerare le procedure, e a rivolgersi nuovamente alla magistratura. Benché non sia certo che si tratti di eternit, la paura dei cittadini è elevata, anche perché gli elementi tossici diffusi nell’aria che si respira ogni giorno creano spesso situazioni critiche.

Paolo Zignani

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