E’ passato un mese dall’ultimo femminicidio consumato a Cremona, nella nostra tranquilla città. Era la notte tra l’11 e il 12 gennaio, quando Saddike Chabli, marocchino 58enne, ha strangolato a mani nude sua moglie, Nadia Goussons di 45 anni, nel loro appartamento in via dell’Annona. Nessun grido, nessuna colluttazione. Aida, L’Associazione donne antiviolenza non vuole lasciar correre silenzio su questa grave vicenda. E rivolge il suo messaggio alla stampa. Messaggio che giriamo integralmente.
“Quel giorno di un mese fa per Nadia avrebbe potuto essere come tanti altri: il lavoro, la casa, il cane da potar fuori. La solita fatica, quella di una vita dura, fatta di sacrifici in un paese lontano, con due bambine da tirar grandi. Bisogna andare avanti, a testa bassa e con una bestia nel cuore, quella di un marito brutale e violento. Ma tutto si sopporta, fino a quando se ne ha la forza: ci sono le figlie, il pranzo e la cena da mettere insieme. Tutto si sopporta fino a quando la bestia esplode e allora basta. Basta minacce, basta botte, basta tutto. La decisione di lasciare quell’uomo, che già aveva denunciato per maltrattamenti, è stata fatale per Nadia. La sua furia ha colpito, inesorabile nel silenzio del tranquillo condominio di periferia, mentre i vicini dormivano. Nessuno ha sentito nulla: non un rumore, non un grido. Solo dopo, quando ormai era arrivata la polizia, allora tutti hanno capito che la vita di Nadia era stata fermata. Quella vita che lei, disperatamente, cercava di riscattare, di riprendersi per se’ e per le figlie. Oggi, a un mese dal suo omicidio, noi vogliamo ricordare Nadia, perché la sua morte non sia stata invano, la sua come quella di tante, troppe donne che compagni-padroni provocano, dopo anni di umiliazioni e minacce, di dolore e paura. Troppi femminicidi, troppi orfani: troppe vite calpestate, vuoti a perdere del possesso confuso con l’amore, della paura scambiata per quieto vivere. Perché queste tragedie non si consumino più nel chiuso delle mura domestiche, nel silenzio delle nostre vite frettolose e immunizzate al dolore altrui, tutti siamo chiamati in causa, tutti possiamo accogliere il dolore dell’altro, non rigettarlo, come se non ci riguardasse, e vedere piuttosto nell’altro un soggetto portatore di diritti. In fondo, la realtà che ci circonda cambia quando noi, concretamente, mutiamo la prospettiva del nostro sguardo sul mondo rispetto a quella solita. Oggi non è tempo di riflessioni sociologiche o di dati statistici: oggi, per tutti quelli che sono convinti che l’amore è ben altro, è un giorno di dolore ma anche di speranza, perché un modo per uscire da questa spirale odiosa di morte c’è, perché le donne sappiano che non sono sole, perché – in memoria di Nadia – tutte le donne vittime di violenza sappiano che un’altra vita è possibile.”
Con queste parole Aida ricorda alle donne vittime di violenza che una nuova vita è dietro l’angolo. Per contattare l’associazione chiamare allo 0372 801427 o reacrsi alla sede , in via Palestro 34.

Susanna Grillo

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