Le osservazioni presentate dal circolo cremonese di Legambiente Vedo Verde e da Italia Nostra sono state sostanzialmente respinte dalla giunta Galimberti, che ha approvato invece le controdeduzioni del dirigente di settore Marco Masserotti. Potrà così sorgere la nuova palazzina di via Flaminia. Avanza quindi incontrastato il consumo di suolo, anche se l’assessore Andrea Virgilio ha sottolineato che i casi di cementificazione delle aree verdi si contano sulle dita di una mano, rispetto ai trentadue ambiti di trasformazione previsti da anni dal piano regolatore. Cremona però ha già raddoppiato la propria superficie edificata nell’ultimo mezzo secolo, mentre la popolazione non è aumentata e negli ultimi anni l’invenduto immobiliare è un dato preoccupante. L’edificio proposto dalla Società di mutuo soccorso e previdenza fra sacerdoti della diocesi di Cremona vanta già, però, il via libera della giunta. L’architetto Michele De Crecchio, per conto di Italia Nostra, aveva sostenuto che costruire un edificio di tre piani per un’altezza di dieci metri in quell’area è inopportuno, considerato il terreno depresso, il corso d’acqua Colo Reale e il costone che circonda Villa Flaminia. Per il Comune però non esiste rischio idraulico né geomorfologico, perché il progetto rispetta le norme, e anche il traffico non sarà pericoloso, perché la velocità sarà ridotta ai trenta all’ora. Per Italia Nostra, inoltre, la zona è già infittita da costruzioni in doppia e tripla fila con altezza fino a dieci metri, col rischio di creare un vespaio di palazzine che impedisce di apprezzare il costone del Colo Reale. Va tutto bene, invece, per l’amministrazione: le distanze minime, per la tutela del paesaggio e dell’ambiente, sono rispettate. E pazienza se per De Crecchio occorreva prendere le misure dal fondo e non dall’orlo. Invece dei sette metri di altezza indicati da Italia Nostra, il Comune ne ammette 8 e mezzo, e non 10 come previsto dal progetto. Viene poi accolta parzialmente l’osservazione che segnala il disordine della zona, sin troppo edificata. Anche Legambiente ha chiesto di considerare i rischi di esondazione, smentita dal dirigente municipale, per il quale non è neanche vero che si presentano problemi per eventuali insediamenti futuri, a causa della carenza di studi e verifiche sul comparto: la sicurezza per l’amministrazione è garantita.

Paolo Zignani

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