La coerenza politica sparisce, di fronte all’affare dell’appalto per lo smaltimento dei rifiuti della Campania. La critica di Ambientescienze da un lato e del movimento 5 stelle dall’altro colpisce A2A ma anche la complicata situazione in cui si trova il Comune di Cremona, come socio di Lgh, che sta perfezionando il contratto con la multiutility A2A, negli stessi giorni della gara da 118 milioni di euro per lo smaltimento, negli inceneritori lombardi, dei rifiuti campani, in tutto 6 milioni di tonnellate, di cui 800mila di ecoballe della terra dei fuochi. La raccolta differenziata a Cremona è aumentata in nemmeno due anni del 20%, avvicinandosi alla media provinciale, oltre il 60%, e sottraendo così diverse tonnellate all’inceneritore cremonese, che quindi, per mantenere la stessa efficienza, potrà aumentare l’apporto di rifiuti da fuori provincia, anzi dal Sud. L’impianto di Linea reti impianti sta infatti passando sotto la proprietà di A2A, che è favorita nella gara d’appalto della regione Campania. Grazie all’articolo 35 dello Sblocca Italia, le decisioni in proposito non riguardano più le Regioni, ma il governo centrale. In Lombardia potranno arrivare quindi grandi carichi di rifiuti e molti soldi, proprio mentre le multiutility come A2a aumentano il volume d’affari, senza alcuna certezza che i capitali si trasformino in servizi alla popolazione; al contrario, anche se la Campania potrà risolvere un problema, la Lombardia, Cremona compresa, vedrà alimentarsi l’attività degli inceneritori. La consigliera grillina Lucia Lanfredi auspica che il sindaco Gianluca Galimberti dia informazioni almeno domani in consiglio comunale, mentre il sindaco di Brescia Emilio Del Bono ha proclamato di non volere le ecoballe della terra dei fuochi, la Lega Nord ha chiesto di indire un referendum. Fra 2007 e 2010 a Cremona l’impianto di via Antichi Budri ha incrementato la quantità di rifiuti annui incenerita, da 58mila a 70mila, per poi ridurla da 70mila tonnellate a 63mila. Dati che vedono Cremona in coda alla graduatoria degli impianti lombardi, con il rischio quindi che al nuovo socio di A2a venga chiesto un maggiore impegno. Ambientescienze lamenta il fatto che le malattie che possono essere causate dall’inceneritore costano cure mediche: prevale la logica dei bilanci, ma la salute dei cittadini è l’ultimo fattore a essere considerato. In consiglio comunale, come lamenta Lucia Lanfredi, invece, non mancano i fautori dell’inceneritore, nelle fila sia del centrodestra che del centrosinistra: si potrebbe consolidare così una maggioranza trasversale per nulla ambientalista.

Paolo Zignani

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