Brescia Lo scorso ottobre l’assemblea dei sindaci bresciani ha votato favorevolmente all’ingresso del privato nella gestione del servizio idrico integrato per la provincia di Brescia, incoerentemente con il referendum per l’acqua pubblica che portò al voto 27 milioni di cittadini italiani per dire no alle logiche del profitto privato. Molti sindaci del Partito Democratico hanno giustificato la loro presa di posizione sostenendo che non vi erano alternative alla gestione mista (pubblica – privata) per mancanza di risorse da investire nel servizio e per il rischio commissariamento. Ora il PD ha una grande occasione, quella di sostenere la proposta di legge interparlamentare n.2212. Questa proposta di legge è stata sottoscritta da tutto il M5S e da decine di parlamentari afferenti a diverse forze politiche, di maggioranza e opposizione. Eppure sono stati proprio alcuni parlamentari del PD ad aver portato in commissione una serie di emendamenti che puntano proprio a snaturare l’impianto generale del testo, sopprimendo di fatto il riconoscimento del diritto umano all’acqua e il modello di gestione pubblica del servizio.

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