(Cremona). Il Comune di Cremona ha maturato nella sua storia un dato particolarmente elevato di consumo di suolo: il 25%, secondo l’Ispra, Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, rispetto alla media nazionale che si aggira sul 7%. In Italia due Comuni della provincia di Napoli, Casavatore e Arzano, sono oltre il 75%, mentre in Lombardia è la provincia di Monza Brianza la più cementificata, con un dato che supera il 35 mentre il Milanese è attorno al 30. Cremona quindi è ben oltre anche la media provinciale, 9%, e si avvicina pericolosamente ai dati metropolitani, anche se di crescita demografica negli ultimi trent’anni non si può parlare e le vie cittadine sono un tripudio di cartelli affittasi e vendesi, oltre che di edifici inutilizzati da anni. Perché allora si continua a costruire? Lo chiede un cittadino della zona di via Flaminia, Guido Vaudetto, che con una petizione propone al Comune di diventare un modello di consumo zero: si potrà costruire quindi solo nella misura in cui i nuovi edifici diano somma zero con le aree ripulite dalle costruzioni e ripristinate a verde. E’ una scelta già compiuta da diversi Comuni italiani: la stessa Brescia ha tolto 640mila metri quadrati di terreno dalle aree edificabili. Il consumo di suolo aumenta i costi pubblici per la fornitura di servizi, peggiora la qualità dell’aria e il microclima, mentre crescono le aree degradate e spunta il rischio idrogeologico. La petizione, che conquista nuove firme ogni giorno, arrivando già quasi a trecento, segnala i 320mila metri quadrati in più previsti dalla giunta Galimberti fra via Flaminia e via Mantova, per quanto il sindaco abbia nel programma l’obiettivo opposto. In Comune l’assessore Andrea Virgilio ha criticato la legge regionale, che favorisce ancora le costruzioni ed espone gli enti locali al rischio di contenziosi. Guido Vaudetto, con la sua petizione, ricorda che non esiste il diritto costituzionale di edificare. Da parte propria l’associazione Salviamo il Paesaggio ha chiesto da tempo ai Comuni di collaborare al censimento del cemento, senza però trovare grande ascolto.

Paolo Zignani

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