CREMONA Non solo via Flaminia e via Mantova a Cremona si popoleranno  di mattoni e cemento. Già sono in corso cantieri edili in tutta la provincia di Cremona, a Soresina in via Montenegro, a Castelleone,  Soncino può contare su una tangenziale in più. Dopo anni di crisi, tutt’altro che terminata, si vedono lavori in corso, laterizi e  cemento, mattoni e asfalto, per quanto non in grande quantità, tuttavia la ripresa dell’edilizia si nota e quindi una domanda
s’impone spontaneamente, per gli ambientalisti, di fronte al programma  dell’amministrazione provinciale di ridurre il consumo di suolo in modo consistente, tra il 20 e il 25%: come sarà possibile? Tutto comincia dalla strategia europea del 2006 per la protezione del suolo, che intendeva evitare il rischio peggiore: ritrovarsi con un terreno
reso impermeabile dal cemento. La legge regionale risale però soltanto  al 2014 e sta per entrare in funzione solo quest’anno. Dal Pirellone sono partite direttive per una soglia di taglio lineare del consumo di  suolo, anche se negli ultimi anni quasi tutti i Piani di governo del territorio dei Comuni lombardi prevedono l’espansione dei centri
abitati, anche se già nel 2015 l’Unione europea prevedeva già l’azzeramento dei processi di cementificazione. Eppure nella conferenza dei Comuni, in questi giorni alla sede del Politecnico di Cremona, l’obiettivo viene ribadito: il territorio lombardo deve respirare di più. Il Piano territoriale regionale prevede 40 ambiti  territoriali omogenei, di cui sette interprovinciali. Dovranno essere diminuite del 20% sia le aree occupate dalle abitazioni che dalle
attività di servizio, dalle imprese e dalle infrastrutture. In ogni ambito territoriale il terreno edificato dovrà essere ridotto, ma le perplessità fra i sindaci sono forti. Le imprese edili, quando ottengono il permesso di costruire, devono versare degli oneri al Comune, soldi che fanno parte delle entrate correnti. Senza questi  incassi le amministrazioni locali fanno molta fatica a chiudere il bilancio in pareggio. Di qui la preoccupazione che il programma del presidente della Provincia Carlo Vezzini, per quanto corretto, difficilmente si realizzerà in un contesto troppo sfavorevole. A sfavore dei piani della Regione e della Provincia, inoltre, figura la scarsa partecipazione dei Comuni alla conferenza dell’altro ieri: la sala era semivuota: hanno partecipato una ventina di sindaci su 115. Continuano ad aumentare, lentamente, le firme a sostegno della petizione di un gruppo di cittadini, che chiedono al Comune di Cremona
di dare l’esempio e di centrare l’obiettivo del consumo di suolo zero, previsto dal programma elettorale ma sinora smentito dai fatti.

Paolo Zignani

 

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