Cremona La proposta di trasformare l’autostrada Tirreno Brennero in ferrovia, per il trasporto merci, è naufragata in commissione
Trasporti. Il sottosegretario Umberto Del Basso De Caro, del Pd, ha letto la risposta che il ministro Graziano Delrio ha dato
all’interrogazione del deputato cremasco Franco Bordo, di Sel, scatenando la delusione dei comitati, delle associazioni e di dodici
Comuni delle province di Cremona e di Parma che hanno manifestato più volte contro la colata d’asfalto. Oltre all’amarezza crescono i dubbi,perché il ministero delle Infrastrutture non ha ancora chiarito con quali finanziamenti sarà completata l’autostrada e in quali tempi: la sarà in commissione Ambiente. L’alternativa ferroviaria, dalla risposta di Delrio, è stata presentata al ministero soltanto il 24 febbraio, malgrado oltre un anno di insistenti proposte e richieste di incontro da parte di associazioni ed enti locali. La Tibre autostradale, considerata strategica dai governi italiani sin dal ‘74,  era stata tolta dall’elenco delle opere prioritarie della Regione Emilia Romagna, ma non cancellata definitivamente. Di conseguenza il comitato guidato da Cesare Vacchelli ha insistito per ottenere un chiarimento definitivo, visto il favore incontrato un anno fa da parte del ministro. La Tibre invece avanza verso la provincia di Cremona,con un’altra decina di chilometri tra Fontevivo e Trecasali, per allacciarsi alla futura autostrada Cremona Mantova, la cui autorizzazione definitiva da parte della Regione Lombardia è attesa per quest’anno. Il collegamento fra Autocisa e A22 Modena Brennero è strategico, la tutela del verde no. I container viaggeranno sui Tir, non sui treni merci. Gli ambientalisti avevano esultato, quando Delrio aveva dichiarato che l’Italia ha bisogno di una cura del ferro, pensando al potenziamento della rete ferroviaria, dato che è stato richiesto anche il raddoppio della linea Cremona Mantova. Ci saranno spese consistenti a carico del pubblico: il tratto fra Fontevivo e Trecasali costerà mezzo miliardo al concessionario privato, al quale  lo Stato ha garantito contributi che ripagheranno interamente l’investimento, grazie a ticket ogni anno più cari, a carico dei viaggiatori, e contributi pubblici per pareggiare i conti. Franco Bordo è esasperato, come Cesare Vacchelli, e parla di presa in giro da
parte del governo. Il concessionario della Cremona Mantova, la società Stradivaria, beneficia poi di un contributo regionale di 108 milioni. Nel consiglio d’amministrazione è entrato il presidente della Provincia di Mantova Alessandro Pastacci, che assieme alla Provincia di Cremona non attende altro che il via libera della Regione al cantiere.

Paolo Zignani

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