Cremona Il dirigente del settore Ambiente dell’amministrazione  Provinciale, Andrea Azzoni, ha emesso un decreto di diffida nei confronti dell’acciaieria Arvedi, che entro 90 giorni dal 22 marzo  dovrà presentare un progetto di adeguamento dei sistemi di aspirazione nei fumi dei forni di fusione dei metalli ed eliminare tutte le irregolarità riscontrate dal gruppo ispettivo dell’Agenzia regionale. I fumi escono dai tetti, oltre che dalle ciminiere, come avevano
segnalato alcuni cittadini e come ha poi verificato l’Arpa, quindi  l’industria siderurgia di via Acquaviva dovrà porre rimedio. Sono più di dieci le infrazioni riscontrate nel corso dell’ispezione ordinaria effettuata nell’autunno scorso, a riguardo dell’inquinamento atmosferico e della depurazione delle acque. L’acciaieria ha superato  i limiti di produzione previsti dall’autorizzazione integrata ambientale rilasciata dall’amministrazione provinciale, e inoltre non
ha rispettato diversi obblighi che riguardano l’assetto degli impianti  e della gestione delle postazioni di preriscaldo delle siviere. La complessa fase della colata è caratterizzata da alcune attività non a norma. Va messa in regola anche la movimentazione dei materiali che genera emissioni di polveri. E’ diventata problematica anche la depurazione delle acque, cosicché entro un mese l’industria dovrà presentare ai Comuni di Cremona e Spinadesco, oltre che all’Arpa e
alla Provincia, i documenti che dimostrino il ripristino della normalità degli scarichi. Anche l’accessibilità e la pulizia dei pozzetti da cui l’Arpa deve prelevare i campioni d’acqua da analizzare devono tornare regolare. In molti dei casi di irregolarità sia l’Arpa che la Provincia richiamano l’industria al rigoroso rispetto delle regole stabilite e concordate. Tra gli interventi imposti dal settore ambiente compare anche l’installazione del misuratore di portata dello scarico nelle fogne pubbliche. Anche nella comunicazione dei dati richiesti dall’Arpa e dalla Provincia l’azienda siderurgica ha
compiuto un’infrazione. Alcune delle irregolarità comprovate dall’Arpa invece sono state eliminate nei primi mesi di quest’anno. Di rumore, invece, nella diffida non si parla: gli effetti del Piano di risanamento acustico sono in fase di verifica da parte dall’Arpa e della Provincia.

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