(Cremona). Per l’eliminazione di tre passaggi a livello – in via Brescia, via Persico e via San Felice – il Comune si è ritrovato in trappola, prigioniero di una serie di imprevisti che hanno lievitare enormemente il costo dei lavori, col rischio di aprire un pesante contenzioso sia nei confronti dell’impresa Beltrami che della Regione Lombardia. Questa almeno è la versione della giunta Galimberti, che ieri ha annunciato la richiesta di accordo bonario all’impresa edile. Già nell’estate scorsa era esploso il caso delle opere minori. L’impresa in luglio ha segnalato una serie di interventi supplementari, sottoscritta dal direttore dei lavori Roberto Salvadori, per un costo totale di due milioni e trecentomila euro per 76 piccole opere fuori programma. Soldi che il Comune non intende versare, se non per trecentomila euro, riconoscendo solo 14 opere. L’impresa non ha ancora dato risposte, ma incombe un altro scenario di conflitto con la Regione, che potrebbe negare il finanziamento, dato che le opere sono state completate fuori tempo massimo. E in questo caso la giunta Galimberti attacca la giunta Perri, ancora una volta, perché il cronoprogramma predisposto nel marzo del 2012 non è stato rispettato e nell’agosto del 2013 l’amministrazione in carica non ha fatto partire subito il cantiere per rimodellare l’incrocio tra le vie Gallazzi, Brescia e della Vecchia Dogana. Problemi interminabili, compreso il ritardo di Padania Acque, che ha riscontrato difficoltà oggettive nel concludere la fognatura fra via Brescia, via San Bernardo e via Esilde Soldi. Durante l’inaugurazione del sottopasso di via Brescia il sindaco Gianluca Galimberti aveva salutato il successo di tre amministrazioni, dato che era stato il sindaco Corada ad aprire l’iter, con l’obiettivo di iniziare a liberare Cremona, città murata da passaggi a livello e attese interminabili, per il transito di treni merci di un centinaio di vagoni, spesso in ritardo. In via Brescia però è successo di tutto, anche il ritrovamento di ordigni bellici con conseguente bonifica e una spesa da un milione. Il costo dei lavori, che doveva fermarsi a 6 milioni e 700mila euro, lieviterà a 11 milioni e 700mila, se impresa e Regione dovessero avere la meglio. Le polemiche contro il sottopasso hanno trasformato il Comune in Fort Apache. Interrogazione dei grillini con Lucia Lanfredi, proteste dei residenti, polemiche di Federico Fasani del Nuovo centrodestra. Residenti infuriati anche a San Felice dove il sovrappasso avrebbe una pendenza degna da gran premio della montagna.

Paolo Zignani

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