CREMONA Città dal doppio volto, ancora una volta, capace di dividersi sistematicamente su alcuni argomenti, come la differenziata. Da un anno per le opposizioni è un disastro. Lamentele e proteste, ritardi anche di ore nel ritiro dei sacchi di immondizia, e in premio dopo un anno di differenziata ecco la tassa rifiuti che sale, smentendo il programma del sindaco Galimberti, che aveva promesso di non aumentare le tasse. Si aggiungono indignati commenti per la mancanza di decoro, per l’odore che di primo mattino si diffonde dai marciapiedi per ore e la sporcizia nel centro storico, ridotto a tutt’altro che un salotto accogliente. La versione di una parte dei residenti e delle opposizioni disegna uno scenario drammatico, in cui le abitazioni cremonesi sono assediate dai rifiuti. C’è anche chi nota comportamenti poco raccomandabili da parte dei cittadini: alcuni portano i sacchetti della differenziata nei bidoni, lasciandoli alla rinfusa l’uno sull’altro, altri ammassano sacchi di rifiuti nella piazzola vicino all’inceneritore. E le guardie ecologiche volontarie promesse dal Comune, che avrebbero dovuto far desistere i comportamenti irregolari?
C’è chi non le ha mai viste. Il panorama cambia completamente quando si ascolta la giunta Galimberti, che ha diffuso stamattina un comunicato trionfale. Le tasse locali complessivamente scendono: lode dal municipio al governo Renzi che ha cancellato la Tasi, e pazienza se i cittadini, complessivamente, dovranno pagare 150mila euro in più in un anno per la Tassa rifiuti. La giunta mostra sia le foto della raccolta rifiuti ai tempi dell’amministrazione Perri, quando la differenziata non era stata estesa al centro storico. Ecco Picenengo, via Novati e cascina Spalle prima e dopo, da piccole discariche a cielo aperto a luoghi puliti. La giunta mostra la propria coesione, non parla più da sola l’assessore Alessia Manfredini. Massimo orgoglio: il servizio costa due milioni di euro in meno e la raccolta differenziata è aumentata del 20%, da poco più del 50 a oltre il 70% da quando è stato introdotto il porta a porta. Quando però dai vertici del Comune parte la rivendicazione di un ambiente più sano e più pulito le associazioni ambientaliste dissentono puntualmente: rimane acceso l’inceneritore, che brucia circa 60mila tonnellate di rifiuti l’anno: la differenziata spinta ne toglie solo tremila. Per questioni di efficienza, e di affari, l’impianto dev’essere alimentato costantemente dall’ex municipalizzata. Problema che alcuni non riescono proprio ad accantonare.

Paolo Zignani

 

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