Cremona I muri degli edifici pubblici non saranno ripuliti dalle scritte, la polizia locale non dedicherà sforzi particolari al contrasto del commercio abusivo, gli esodati vittime della riforma Fornero non avranno aiuti dai servizi sociali: sono solo alcune delle proposte delle minoranze e sono state tutte respinte oggi dalla maggioranza di centrosinistra, scatenando malumori e delusioni. Alessandro Fanti, della Lega, ha fatto notare che le riunioni diventano inutili, la maggioranza approva soltanto ciò che propongono i consiglieri del Pd e delle altre liste di centrosinistra, a volte senza neanche discutere e spesso in grande ritardo. Oggi infatti sono state discusse interrogazioni e mozioni che risalgono all’agosto 2015, dunque sette mesi dopo la presentazione. Sono però le poltiche ambientali a far esplodere lo scontro. Nel luglio scorso Ferruccio Giovetti (Forza Italia), quando era stato presentato lo studio del consorzio Leap sulle prospettive dell’inceneritore, aveva proposto di istituire un tavolo tecnico per capire quali saranno le conseguenze ambientali, sanitarie ed economiche che si verificheranno, sia che l’impianto venga chiuso sia che resti attivo. E da luglio a oggi l’impianto è stato venduto ad A2a. In proposito la grillina Lucia Lanfredi ha chiesto che ogni gruppo possa partecipare con un esperto. Anche questa idea è stata bocciata: Luigi Lipara del Pd ha risposto che le commissioni opportune già esistono. Ancora una volta la maggioranza si dà ragione e vince sistematicamente. Il dibattito però si accende. Insorge Francesco Zanardi del gruppo misto, dall’opposizione, per contestare l’assessore Alessia Manfredini: per lui non è possibile che aumentando la differenziata non ci siano conseguenze sull’inceneritore. Everet aveva chiesto che vantaggi ha la popolazione dalla differenziata se l’inceneritore resta in funzione. Il centrosinistra sembra non sopportare più questa discussione: Francesca Pontiggia, per il Pd, ribatte che le proteste sono ripetitive e inutili. Per fare un figlio occorrono nove mesi, e lamentandosi non si accelerano i tempi. Allo stesso modo il piano industriale per la dismissione dell’inceneritore richiede tempo. Inutile fare ulteriori domande: decideranno i tecnici e gli esperti. Marcello Ventura, Fratelli d’Italia, ricorda che il Comune non ha nemmeno consultato gli altri soci, pur essendo proprietario solo del 30% dell’impianto. Centrosinistra e minoranze rimangono mondi diversi, che non dialogano e a quanto pare nemmeno riescono a comprendersi.

Paolo Zignani

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata