Una delle critiche rivolte al Pd colpisce la tendenza del partito di Matteo Renzi a rappresentare, mediante le proprie correnti, ogni opzione possibile all’interno del centrosinistra, allo scopo di far scomparire i partiti minori, in nome della vocazione maggioritaria. E di fatto le polemiche che arrivano da sinistra, anche sul territorio cremonese, stanno diventando sempre più pesanti. Il comitato acqua pubblica del Cremonese, ieri in occasione della Giornata mondiale dell’acqua, ha scritto una lettera aperta a tutti gli elettori del Partito democratico, segnalando il totale cambiamento di rotta, a favore del privato e non più del pubblico. Giampiero Carotti nota che la legge di riforma della pubblica amministrazione, firmata dal ministro Madia, riduce la proprietà pubblica allo stretto necessario e favorisce l’inserimento di soci privati, con un’adeguata remunerazione del capitale investito. E questo è l’esatto capovolgimento dell’esito dei referendum del 2011. In questi giorni è in discussione la legge di iniziativa popolare che deriva dai referendum: il Pd però ha presentato un emendamento che rende possibile la privatizzazione parziale delle società pubbliche del servizio idrico. Così i movimenti per l’acqua, Sel e i cinque stelle hanno ritirato le firme. Anche Francesca Berardi, di Rifondazione comunista, che abbandonato la maggioranza del sindaco Galimberti, accusa il Pd di favorire le multinazionali del servizio idrico, tradendo la Costituzione e il mandato popolare dei referendum. Falsità inaccettabili per i Democratici cremonese, come Vittore Soldo e il segretario Matteo Piloni, che hanno spiegato che i referendum del 2011 lasciavano ai Comuni la possibilità di scegliere tra la proprietà pubblica, quella mista e quella privata. Il Pd dunque non ha per niente cambiato idea, anzi insiste, con quel minimo vitale di 50 litri d’acqua al giorno anche per chi non riesce più a pagare la bolletta. E ci saranno tariffe più basse per chi ha redditi più bassi o nulli. I soci privati, se ci saranno, dovranno investire per migliorare il servizio. Movimenti, sinistra e grillini però contestano proprio questa tendenza del Pd a tenere aperte tutte le possibilità, che le grandi società private del settore idrico sapranno bene sfruttare. La distanza tra i Democratici e gli ex alleati si fa così sempre più ampia.

Paolo Zignani

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