Cremona Le ecoballe non arriveranno dalla Campania a Brescia e nemmeno a Cremona, perché A2A ha perso la gara per lo smaltimento, che sarebbe avvenuto tramite incenerimento, dopo le opportune operazioni di trattamento dei rifiuti accumulati ormai da una ventina d’anni. L’eliminazione di cinque milioni e 600mila tonnellate di rifiuti, a distanza di vent’anni, è un’operazione di grande importanza per la Regione Campania, che ha indetto una serie di gare nazionali, con l’obiettivo di di liberarsi di tutti gli 800 milioni di tonnellate di rifiuti compressi, suddivisi in diversi lotti. Il 12% delle ecoballe è stato destinato fuori dalla regione. In febbraio si è tenuta un’asta nella quale sono stati aggiudicati alcuni lotti: A2A, proprietaria dell’inceneritore di Brescia e di quello di Cremona, per il quale sta definendo il piano industriale, ha presentato un’offerta per il lotto 2. Le buste sono state aperte alle 11 del mattino di venerdì, a Napoli, presso la Sala gare dell’ufficio centrale speciale acquisti, ed era la terza seduta di gara dell’intero appalto. Su cinque offerte per lo smaltimento del lotto 2, A2A è arrivata quinta, perché il ribasso a base d’asta è stato soltanto dello 0,10%. La proposta di vendita del servizio di incenerimento, presentata da A2A alla Regione, è stata quasi pari alla proposta d’acquisto della Regione stessa, quindi c’erano scarse possibilità di successo. Le altre offerte consentono alla Campania di risparmiare di più: l’offerta migliore è stata delle società campane Defiam ed Ecobuilding con un ribasso del 3,66%. Fra le associazioni ambientaliste cremonesi, Ambientescienze aveva manifestato la propria contrarietà, con una considerazione inevitabile: l’inceneritore in località San Rocco ha comunque bisogno di essere alimentato, per non funzionare in perdita. Su circa 60mila tonnellate di rifiuti arse in anno, la differenziata di Cremona riesce a sottrarne soltanto tremila, mentre i rifiuti speciali rappresentano oltre un terzo della quantità incenerita. Anche se il Comune ha sempre precisato che l’impianto è destinato alle sole necessità del territorio, il timore manifestato da molti è che, per il bisogno di garantire la massima efficienza e la produttività dell’impianto, la società proprietaria, da Lgh ad A2A, bruci anche immondizie provenienti da altri territori.

Paolo Zignani

 

 

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata