Cremona. Entusiasmo. impazienza, fame di cantieri in corso Vittorio Emanuele II, dove i fautori dell’autostrada Cremona Mantova già vedono il risultato finale dopo quindici anni di iter autorizzativo. Alberto Sisti era fra i consiglieri provinciali, con Davide Viola, Pietro Fiori, Gianni Rossoni e altri ancora, che hanno ricevuto con il presidente Carlo Vezzini il numero uno di Stradivaria, Alberto Sciumè, tanto criticato dal centrosinistra durante l’amministrazione Salini e adesso più che mai protagonista, ora che il Pd ha la maggioranza in Provincia. Sisti, di Forza Italia, è tra coloro che addebitano l’isolamento di Cremona città all’enorme ritardo della Cremona Mantova come del raddoppio della Paullese. Il nuovo progetto riduce i costi da circa un miliardo e 40 milioni a 822, evitando il sottopasso a Mantova e varie spese, con il consenso del Parco del Ticino e degli enti locali, tuttavia mancano all’appello duecento milioni per costruire l’autostrada. Sono disponibili 200 milioni, a carico dei soci e della Regione, altri 400 da finanziamenti bancari ma gli ultimi 200 devono essere reperiti, forse con un aumento di capitale o nuovi investimenti. Questione centrale, da risolvere però dopo l’incontro di fine aprile in Regione, dove Carlo Vezzini potrà ricevere dai vertici regionali, dopo le titubanze della giunta Maroni, il via libera all’inizio della conferenza dei servizi. Il profumo di autorizzazione sbloccherebbe nuovi capitali. A Cremona il Pd sinora ha manifestato approvazione per la Cremona Mantova, ritrovandosi vicino a Forza Italia, ma con alcune perplessità: Luca Burgazzi è tra i contrari. Non si ferma il comitato No autostrade Sì ferrovie; Cesare Vacchelli teme che il governo giochi la carta dell’allungamento delle concessioni autostradali, in cambio di nuovi lavori, giusto per far crescere il Pil senza badare troppo all’ambiente, a partire dalla Tirreno Brennero, per ora bloccata al nono chilometro dopo Parma ma pronta a intersecare la Cremona Mantova. Altra preoccupazione è per la possibile svendita delle quote della Provincia nella società Centropadane, ancora non acquistate da Gavio. Che destino avranno le due società Autovia Padana, di Gavio, che gestisce l’A21, e Stradivaria, controllata di Centropadane titolare della Cremona Mantova? E’ un nuovo problema posto da Vezzini, assieme alla questione del palazzo di via Colletta, sede di Stradivaria in centro storico. E il timore è che Gavio faccia l’asso pigliatutto grazie al governo, ma a caro prezzo per Cremona.

Paolo Zignani

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