Cremon Fra Comune e Provincia, il rischio è l’aumento del debito pubblico. In municipio le opposizioni, come da parte di Federico Fasani del Nuovo centrodestra, contestano un uso spregiudicato dei fondi pubblici nel caso del sottopasso di via Brescia, il cui progetto non sarebbe stato confrontato con la Regione, con il rischio di perdere un contributo da 400mila euro. Tre le amministrazioni coinvolte – da Corada a Perri a Galimberti – da destra e a sinistra. Dal Comune oggi è piovuta una smentita: il confronto con il Pirellone è ancora in corso, e i 400mila euro nel peggiore dei casi saranno spesi dal municipio per un sottopasso considerato come investimento. Non ci sono contrapposizioni politiche invece in consiglio provinciale, dove tutti sono d’accordo nell’addossare le responsabilità al governo. Dopodomani in corso Vittorio Emanuele II sarà votato il rendiconto del 2015, con la certificazione dello sforamento del patto di stabilità. L’ente Provincia, rimasto a metà strada della riforma, in attesa che il referendum costituzionale di ottobre inizi a fare chiarezza, non riesce più a pagare le proprie spese annuali con le entrate, tagliate dal governo. Così, invece di chiudere con un accantonamento di sette milioni per mettersi al riparo dai crediti non pagati, nel 2015 la Provincia, riformata come Area Vasta, s’è vista mancare 25 milioni di euro. E’ stato sufficiente che il gruppo Gavio non abbia acquistato le azioni dell’autostrada A21, aspettando il ribasso della terza asta, e che nessun privato abbia comprato l’ex sanatorio di Toscolano Maderno, perché bilancio sia andato in rosso. In tutta Italia, come spiega una nota dell’Unione Province italiane, la spesa corrente è stata tagliata di oltre un miliardo e mezzo di euro, con l’effetto però che i soldi rimasti, dopo i tagli imposti dal governo, sono stati usati per mantenere i servizi esistenti. I lavori necessari per la manutenzione di scuole, strade e interventi di contrasto al dissesto idrogeologico sono stati pagati violando le regole. Se la prossima legge di stabilità taglierà di nuovo i finanziamenti, il rischio del deficit si farà ancora più pesante. Chi pagherà le ristrutturazioni degli edifici scolastici o le strade rimane ancora pericolosamente dubbio.

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