E’ vero che la costruzione del sottopasso di via Brescia, sin dal progetto iniziale, è stata viziata da errori e modifiche che possono costare al Comune alcuni milioni di euro, perché la Regione non riconosce più il diritto al finanziamento? Le proteste delle opposizioni, e di alcuni dei residenti della zona, non si sono mai fermate, e sono sfociate in una nuova interrogazione scritta, firmata dal consigliere Giorgio Everet, di Forza Italia, cui ha risposto oggi l’assessore alla viabilità Alessia Manfredini, chiarendo che la Regione aveva ammesso inizialmente un finanziamento di 11 milioni e mezzo, per poi ridurlo a dieci milioni e 400mila e infine a sei milioni di euro, allo scopo di liberare la via dal passaggio a livello che causava lunghe code di fronte a treni merci anche di cento vagoni. Il taglio delle risorse, da parte del Pirellone, era stato comunicato però già dal 2013. La via crucis del sottopasso, diventato bersaglio di critiche di vario genere – per la pendenza, la presunta pericolosità – non è finita per nulla, dato che sono ancora in corso gli accertamenti della Regione, in un confronto aperto con gli uffici comunali. Oggi l’assessore alla viabilità chiarisce però che la riduzione del contributo regionale non è stata causata da presunti errori tecnici, da addebitare a un progetto non conforme al tipo di finanziamento, e neanche da un’ipotetica volontà politica che avrebbe snaturato il sottopasso per farne un’infrastruttura adatta all’idea di città del centrosinistra, ideologicamente ostile agli automobilisti e intenzionato a creare piste ciclabili e transiti ai ciclisti e ai pedoni rendendo però difficile l’accesso alla città e l’uso dello stesso sottopasso. Nulla di tutto questo: Alessia Manfredini spiega che il taglio dipende dal ribasso d’asta, che i finanziamenti pubblici non possono coprire. La richiesta di riduzione del finanziamento regionale inoltre è stata presentata al settore Economico finanziario del Comune il 17 dicembre del 2014, sei mesi dopo l’insediamento della giunta Galimberti. Il sindaco aveva inaugurato il sottopasso come un successo di tre amministrazioni di colori diversi: le polemiche non hanno accettato per nulla quella versione. Oggi dalla giunta è pervenuta anche una risposta alla grillina Lucia Lanfredi. Cremona infatti non ha ricevuto il contributo del governo per la riqualificazione delle zone degrade. L’assessore Andrea Virgilio ha spiegato che per accedere al finanziamento del governo, il Comune avrebbe dovuto presentare indici di disoccupazione, concentrazione giovanile e scolarizzazione talmente elevati da superare Comuni in condizioni ben più disagiata. Il contributo sfuma, anche se l’amministrazione cercherà di ottenerne altri: senza finanziamenti esterni, da qualunque fonte provengano, il Comune ha le mani legate dalle risorse ormai scarsissime. Dunque Cremona non gode di una situazione così florida da evitare stati di disagio, eppure non è abbastanza in crisi da meritare il sostegno del governo: i fenomeni di marginalità sociale e di abbandono non sono abbastanza rilevanti. E da Roma non arrivano soldi.

Paolo Zignani

 

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