Il centrosinistra si prepara, nel consiglio comunale di domani, a votare un possibile rincaro delle rette di Cremona Solidale per lo 0,3%, per adeguamento al tasso d’inflazione Istat 2015, relativo all’aumento dei consumi delle famiglie di impiegati e di operai. L’indicazione fa parte delle linee strategiche che il Comune si appresta a dare alla sua azienda speciale. Toccherà poi al consiglio d’amministrazione, presieduto da Emilio Arcaini, valutare le linee strategiche municipali e rispondere con una propria delibera, con effetto nel secondo semestre di quest’anno. L’ipotesi di aumento è vincolata all’eventuale rinnovo del contratto nazionale del personale, che da otto anni attende a sua volta un aumento: anche per questo giovedì è previsto uno sciopero in Lombardia, e la spesa per i dipendenti è la voce principale di spesa di tutte le case di riposo. Circa tre quarti dell’intero bilancio se ne vanno in spese per il personale: Cremona Solidale infatti gestisce servizi sanitari e assistenziali, nei quali il fattore umano è preponderante. Più che l’importo del rincaro delle rette – che sarebbe di 17 o 18 centesimi al giorno, cioè 5,1 euro al mese – fa discutere l’ipotesi di aumento. Lucia Lanfredi, dei 5 stelli, si oppone perché il bilancio di via Brescia era in attivo di 200mila euro, mentre i prezzi a gennaio sono scesi. In uno scenario di deflazione, se la buona gestione del 2015 continua, il Comune non dovrebbe indicare alcun rincaro. Pesanti le critiche del centrodestra, autore fra il 2010 e il 2012 degli ultimi rincari, di più del 5%, fino a portare la retta media ai 53 euro di oggi. Storicamente i costi per le famiglie sono cresciuti notevolmente dal 2000, quando la degenza costava 70mila lire al mese. In seguito i lavori di adeguamento delle strutture e la carenza dei finanziamenti regionali sono risultati fra le cause del dinamismo delle rette, arrestatosi solo nel 2012. Da parte del centrosinistra viene considerata l’importanza della spesa del personale, come ha notato Luigi Lipara del Pd, ad esempio per i corsi di aggiornamento professionale. Altro argomento della maggioranza è che non è previsto un recupero dei mancati aumenti annuali dal 2012: andranno poi considerati, per una valutazione più esauriente, il rinnovo degli appalti dei servizi di lavanderia e di manutenzione e degli altri contratti che scadono quest’anno. Dopo quattro anni, il costo della vita si è fatto sentire anche sulle forniture. Le conseguenze di ogni decisione hanno sempre una vasta eco: Cremona Solidale conta infatti circa 400 posti letto, con una lista d’attesa di 250 persone.

Paolo Zignani

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