Si intensifica la rete dei tutor dei condomini popolari gettata sui 1060 alloggi comunali, dove i casi di fragilità sfiorano il 50%, e nello stesso tempo avanzano le politiche regionali, grazie alla nuova legge che avanza al Pirellone, per il potenziamento del ruolo degli investitori privati nel settore dell’edilizia pubblica, tanto contestato già dal comitato Antisfratto di via Mantova. E’ una linea di fondo su cui convergono il programma del centrosinistra cremonese e la giunta Maroni. I tutor a Cremona sono cinque e dannorisposte alle più immediate richieste di assistenza che arrivano dai residenti delle case popolari, per migliorare i rapporti di vicinato,dare informazioni e superare le complicazioni della vita quotidiana. Il progetto regionale già fatto proprio dal centrodestra di Perriviene potenziato dall’amministrazione Galimberti e rafforzato con la collaborazione del gruppo Abele, intervenuto per una prima relazione in commissione Territorio con una relazione di Michele Gagliardo, con l’obiettivo di avvicinare i servizi sociali al disagio e innovare le forme di assistenza. L’assessore Andrea Virgilio ha confermato la linea di rigore nel riaffermare le regole nella gestione degli spazi comuni dei condomini e l’obiettivo di intercettare il disagio superando la conflittualità con i servizi sociali e l’isolamento in cui rischiano di trovarsi le persone in difficoltà. Dopo la ripresa del progetto in febbraio, il Comune ha appena fatto il punto. Dacentrodestra è partita la critica di Luigi Amore: il progetto rischia di fallire, perché gli affitti delle case popolare, circa 700mila euro, non entrano in un capitolo a parte, ma finiscono nel calderone generale delle entrate del Comune. Se ci fosse un assessorato alla casa, potrebbe essere autonomo: l’amministrazione Galimberti, invece, spezzettando e intersecando i singoli settori, costringe l’assessore di riferimento a cercare finanziamenti qua e là senza poter usare un’entrata certa. Critiche dai cinque stelle: Lucia Lanfredi considera troppo intrusiva la funzione dei tutor, che non dovrebbero essere spinti a interessarsi di questioni familiari e personali. Si rischia dunque un eccesso di controllo. L’edilizia pubblica diventa poi sempre più di rilievo economico: anche l’Aler da quanto si è saputo è disposta a inserirsi nel progetto dei tutor, e il bacino d’utenza del sociale, e dei soggetti privati che vi lavorano, si amplia. Le persone interessate, infatti, sono circa 10mila a Cremona.

Paolo Zignani

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